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Giovedì il funerale di Guerra. Il giorno prima del dramma un'altra ragazza l'aveva denunciato

Nuovo retroscena sulla tragedia del 32enne ucciso dal maresciallo. Dimesso dopo il secondo ricovero il carabiniere ferito | LEGGI Tutti gli articoli

di Carlo Bellotto
2 minuti di lettura

SANT’URBANO. Giovedì verrà dato l’addio a Mauro Guerra, ucciso da un carabiniere mentre stava colpendo alla testa un suo collega a colpi di manette, dopo essere fuggito da un ricovero coatto per problemi psichiatrici. Alle 16.30 nella chiesa di Carmignano di Sant’Urbano ci sarà probabilmente l’intera frazione, poichè la vicenda ha davvero sconvolto il paese. Nell’epigrafe che annuncia il rito funebre è raffigurato un Cristo, si tratta di un’opera realizzata dallo stesso Mauro Guerra, che aveva creato una linea di moda a soggetto religioso denominata War Progect. Al termine del rito funebre verrà suonata “Gli Angeli” di Vasco Rossi, l’ultima canzone postata da Guerra sul suo profilo Facebook, brano fatto ascoltare anche l’altra sera al termine della fiaccolata organizzata per ricordare il trentaduenne.

Sarto è stato dimesso. Lunedì pomeriggio il carabiniere ferito, Stefano Sarto, è stato dimesso dall’ospedale dove era stato ricoverato il giorno precedente: sono stati eseguiti degli accertamenti clinici e radiografici. Il brigadiere, che era stato mandato a casa alcune ore dopo l’aggressione con una prognosi di 30 giorni, aveva successivamente accusato vomito e dolori alla testa, sintomi che lo avevano indotto domenica a rivolgersi nuovamente ai medici.

Ragazza molestata. Martedì scorso, il giorno precedente la tragedia, una ragazza di 20 anni si era presentata assieme al padre in caserma dai carabinieri a Carmignano Sant’Urbano denunciando le continue attenzioni, divenute a suo dire molestie, da parte di Guerra. I due avevano chiesto che venisse emesso un ammonimento del questore per vietare l’avvicinamento di Guerra alla loro abitazione. I carabinieri si stavano attivando per questo, anche perché Guerra aveva già patteggiato un anno e mezzo di carcere per un altro episodio di stalking. Il giorno successivo era stato lo stesso Guerra a presentarsi in caserma, dove andava abitualmente in quanto aveva fatto il servizio militare nell’Arma e si sentiva vicino alla Benemerita, per consegnare “l’Editto di Satana”, un suo scritto a soggetto religioso dai contenuti che avevano allarmato i carabinieri di Sant’Urbano. Il comportamento del giovane, gli annunci di eventi catastrofici che andava facendo agli amici, la cancellazione dei profili Facebook, lo scritto, la denuncia della ragazza uniti a precedenti specifici di stalking, avevano indotto i carabinieri a organizzare un Tso, un ricovero coatto perché il giovane venisse sottoposto a cure psichiatriche, e a questo scopo si erano presentati mercoledì all’ora di pranzo a casa sua. Il giovane li aveva accolti con atteggiamenti ostili, tutt’altro che disponibile a salire in ambulanza spontaneamente. Ne erano seguiti una lunga trattativa e l’arrivo dei rinforzi. Guerra aveva dato l’impressione di accettare alla fine il ricovero e aveva chiesto solo di andare prima in bagno. Era un diversivo: era uscito dalla finestra scappando in mutande lungo la via principale di Carmignano. I carabinieri lo avevano inseguito ma lui, culturista allenato, li aveva distanziati tutti, salvo il brigadiere del Radiomobile pure lui sportivo praticante, che lo aveva placcato in un campo e aveva iniziato ad ammanettarlo. Il giovane però si era rivoltato e aveva steso il militare, colpendolo violentemente al capo. In quel momento era arrivato il comandante di stazione che, dopo aver esploso due colpi in aria, aveva sparato al giovane ferendolo a morte. Ugualmente Guerra aveva continuato a picchiare il sottufficiale fino a quando erano arrivati sul posto numerosi colleghi, che erano riusciti a toglierlelo dalle mani (due sono rimasti feriti durante questi concitati momenti). Solo allora erano iniziate le cure sul posto per la ferita al fianco, ma ormai il destino del trentaduenne era segnato.

I reati di Guerra. Sull’opportunità di ammanettare Guerra (contestata dall’avvocato dei familiari), interviene l’avvocato Stefano Fratucello, difensore del maresciallo Marco Pegoraro. «C’è un video che mostra Guerra che sbatte a terra un bilanciere in casa per non farsi ricoverare. Gli si sarebbero contestate la resistenza a pubblico ufficiale, la minaccia e le lesioni. Il caso è di una evidenza lampante, le manette erano doverose, si aveva di fronte una persona squilibrata».

Summit in procura. Ieri mattina è rientrato al lavoro il procuratore capo di Rovigo Carmelo Ruberto, il magistrato ha parlato a lungo con il suo sostituto Fabrizio Suriano sul caso di Guerra. Si è in attesa dell’esito degli ulteriori accertamenti effettuati in occasione dell’autopsia, che chiariranno anche in quale condizione fisica era Guerra quel giorno.

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