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Catturato il quartetto delle truffe agli anziani

I predoni si spostavano in camper e tornavano alle Terme dopo i colpi in Veneto e in altre cinque regioni. Le vittime sarebbero decine

MONTEGROTTO TERME. La loro base era a Montegrotto. Da lì partivano per le loro scorribande a Trieste. Ma gli agenti del vice questore della città friulana Marco Calì, li hanno scovati seguendoli fino al camping Sporting (che ovviamente non ha alcuna responsabilità in merito ai fatti) dove la banda tornava a dormire la sera con camper ai quali a volte cambiavano targa per non essere intercettati. Lo hanno fatto almeno per una settimana scegliendo il bel campeggio termale e confondendosi quind ...

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MONTEGROTTO TERME. La loro base era a Montegrotto. Da lì partivano per le loro scorribande a Trieste. Ma gli agenti del vice questore della città friulana Marco Calì, li hanno scovati seguendoli fino al camping Sporting (che ovviamente non ha alcuna responsabilità in merito ai fatti) dove la banda tornava a dormire la sera con camper ai quali a volte cambiavano targa per non essere intercettati. Lo hanno fatto almeno per una settimana scegliendo il bel campeggio termale e confondendosi quindi tra i normali turisti.

Si tratta di una banda specializzata in truffe e furti agli anziani che operava prevalentemente in Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto ed è stata arrestata dalla Squadra Mobile della Questura di Trieste al termine di una articolata indagine coordinata dalla Procura del capoluogo giuliano.

La banda era composta da quattro persone, tra cui una donna, nomadi piemontesi già noti alle forze dell’ordine per numerosi precedenti a carico soprattutto in materia di reati contro il patrimonio. Nei loro confronti sono state eseguite quattro misure cautelari, disposte dal gip Luigi Dainotti.

Il blitz della Mobile triestina, in collaborazione con quelle di Cuneo e Torino, ha anche portato al sequestro di diverse autovetture e camper utilizzati dai banditi per le loro azioni.Il gruppo si muoveva in modo sincronizzato e con compiti specifici: individuata la vittima, la donna si presentava all’anziana fingendosi una vecchia conoscenza e con modi gentili e affabili intavolava una conversazione riuscendo a carpire l'indirizzo di casa; a quel punto la malvivente con destrezza, al momento di congedarsi, le sottraeva le chiavi di casa. I tre uomini poi entravano nell’abitazione e compivano i furti. Numerosi sono stati i furti sventati dalla Polizia di Trieste nel corso delle indagini. Le misure cautelari sono state eseguite all'alba di ieri nei luoghi di residenza dei nomadi a Cuneo. Lo stesso vice questore Calì, già capo della Mobile padovana, sta cercando di accertare quanti siano i colpi che i nomadi hanno compiuto anche a Padova. Le indagini sono in corso visto che ora bisognerà incrociare diverse denunce di furto sporte qua e là.

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