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Il Parco Colli dice no ad Aquas Abano

L’impianto coprirebbe colle San Daniele. Comuni preoccupati dalle ricadute sulla viabilità

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ABANO TERME. Questo parco acquatico? Per il momento non s’ha da fare. Questo in sintesi l’esito della conferenza dei servizi istruttoria su “Aquas Abano”, il parco acquatico che la società Rialto Srl, riconducibile alla famiglia Scappini, vorrebbe costruire nella zona di San Daniele. I soggetti convocati per la verità non hanno dato un no secco, eccezion fatta per il Parco Colli, ma il progetto presentato sembra dover subire ulteriori forti modifiche per poter essere approvato. La bocciatura è arrivata appunto dal Parco Colli, che ha dato parere contrario «in quanto non è stato risolto coerentemente il rapporto di relazione con la limitrofa zona residenziale, nonché non risulta opportunamente studiato l’inserimento paesaggistico anche con la vicina emergenza architettonica». In sostanza non viene garantita la visibilità del convento e del colle di San Daniele. Aquas Abano, il cui progetto al vaglio ieri era stato già rivisto, prevede un’estensione di 17.205 metri quadri, un’altezza del fabbricato di 15 metri, composto da 4 piani. L’area edificata sarebbe di 24 mila metri cubi. «Visto dall’alto, situato in mezzo al grigiume dei capannoni della zona industriale, non dispiacerebbe», ha detto il sindaco di Torreglia Filippo Legnaro. «La distanza dai confini degli edifici non è però di 15 metri, ma solamente di 13-14. Chiediamo quindi di rivedere le distanze». Perplessità anche dal Comune di Montegrotto, rappresentato dal capo dell’Ufficio tecnico Patrizio Greggio. «Il progetto non è ben inserito sotto l’aspetto paesaggistico e deve essere valutato sotto quello viabilistico», ha osservato «I cittadini di Montegrotto dovrebbero o passare per il centro di Abano o per Torreglia». «Abbiamo già previsto una rotonda», ha ribattuto l’architetto della proprietà, Angelo Varotto. «Abbiamo calcolato che il flusso di auto aumenterebbe di 70 all’ora». Dubbi anche da parte del Comune di Teolo.: «Sta nascendo tra gli hotel Michelangelo e Leonardo Da Vinci un complesso da 165 mila metri quadri e il parco andrebbe a creare dei problemi alla viabilità», ha obiettato il vicesindaco Nevio Sanvido. La proprietà, che si è riservata di rivedere il progetto, trova il parere favorevole di Consorzio Bacchiglione, Gestione Unica e dell’Amministrazione. «Ci sarebbe un incremento di una quarantina di posti di lavoro» ha osservato il sindaco Luca Claudio «Il parco si inserirebbe poi in un’area dove già è sorta una zona artigianale. Avrebbe inoltre un impatto sociale, visto che consentirebbe l’accesso alle piscine alle famiglie a costi ben inferiori ai 20-30 euro a persona di una piscina termale qualsiasi».

Federico Franchin

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