Tornado in Riviera del Brenta: un morto e 72 feriti

Bilancio dei danni della tromba d'aria di mercoledì 8 luglio. La vittima è un uomo di 63 anni travolto mentre transitava in auto

DOLO. Una violentissima tromba d’aria si è abbattuta mercoledì 8 luglio 2015, verso le 17.30, a Dolo e Mira. C’è stata una vittima, Claudio Favaretto, 63 anni, di Sambruson e 72 feriti mentre ingenti sono i danni alle abitazioni e alle aziende del territorio. Non è ancora chiaro quante siano le abitazioni colpite ma da una prima stima sono almeno un centinaio. Il sindaco di Pianiga ha fatto un primo report per il suo Comune: 15 milioni di danni, 250 case e lo stadio danneggiati.

I testimoni raccontano che il cielo è diventato tutto buio, si è sentito un grande tonfo e si è formato un enorme fungo marrone che ha travolto tutto quello che si è trovato davanti.

A Porto Menai di Mira, al confine con Sambruson di Dolo, la tromba d’aria è costata la vita ad un uomo di 63 anni. Da una prima ricostruzione dei fatti l’uomo, a bordo del suo veicolo, si è fermato sulla strada a causa del crollo di un traliccio dell’alta tensione che impediva il passaggio.

Il tornado visto da Mira

In quel momento è passata la tromba d’aria che ha travolto l’auto scaraventandola nel parco di un vivaio che si trova a fianco con l’auto che si è capottata.

Si è salvato per miracolo invece un giovane a bordo di un Suv. L’auto, a causa del vento, è finita fuori strada ma il giovane ha avuto la prontezza di riflessi di uscire dal veicolo e di mettersi in salvo.

Nell'occhio del ciclone: il video drammatico postato su Facebook

Danni enormi alle abitazioni della zona, in particolare in via Agnesi e via Ghebba con tetti crollati e le auto finite in mezzo ai campi, e nella vicina rivendita edile di Nalon con pezzi di tetto che sono finiti ad una distanza di almeno cento metri.

L'elicottero dei vigili del fuoco sorvola le zone della Riviera devastate dal tornado

Via Porto Menai è stata chiusa al traffico per permettere ai vigili del fuoco di demolire il palo dell’alta tensione che era caduto sulla strada. Sul posto è giunto anche il sindaco di Mira, Alvise Maniero, che ha predisposto delle ronde per controllare le case nella nottata.

«Un disastro», sono state le prime parole del sindaco, «questa notte noi, la protezione civile, i vigili urbani e i carabinieri controlleremo la zona per evitare che ci siano problemi e per aiutare i residenti. Domani inizieremo la conta dei danni per poi chiedere aiuto alla Regione».

A Dolo i problemi maggiori ci sono stati in località Cesare Musatti dove è crollata la storica dimora veneta conosciuta come villa Piva, e la vicina villa Fini. Danni ingenti anche al Bar Miele e all’Hotel Villa Ducale dove sono volati pezzi di tetto e sono caduti centinaia di alberi. Distrutta anche un’autofficina nella vicina stazione di servizio al confine di Mira. Nella zona ben tre auto sono fine nel Naviglio Brenta ma fortunatamente non c’era nessun automobilista a bordo.

La devastazione a villa Fini a Dolo, il tornado distrugge la barchessa

Danni tremendi anche in via Ettore Toti, strada che si trova dall’altro lato del Naviglio Brenta dove abitazioni sono state letteralmente demolite, sono crollati i tetti di numerose case e sono stati distrutti garage. Nella casa che ospitava un negozio di alimentari in via Tito è crollato il primo piano dello stabile ed un uomo, che stava riposando a letto, è stato bloccato da una putrella di cemento.

Sono dovuti intervenire i vigili del fuoco e il personale medico per liberarlo e trasportarlo al pronto soccorso. Un albero, nella zona di villa Badoer Fattoretto, è caduto in mezzo alla strada colpendo un’auto ma fortunatamente non ci sono stati danni per l’automobilista. Colpite anche numerose abitazioni in via Seriola e via Carrezioi con tetti scoperchiati e alberi caduti. Sono caduti anche due tralicci dell'alta tensione, ci sono quindi anche problemi con la fornitura dell'energia elettrica per centinaia di famiglie nella zona.

DOVE HA COLPITO IL TORNADO: LA MAPPA

(clicca qui per ingrandire)

Grande è stata la disperazione dei residenti che sono andati in strada con i volti ricoperti di lacrime. Alcuni di questi sono saliti sui tetti delle loro abitazioni per verificare i danni prima di venir fatti scendere dalle forze dell’ordine. Le strade colpite dalla tromba d’aria, compresa la Brentana, sono state immediatamente chiuse con disagi per la viabilità che si sono protratti per molte ore. Ieri notte sedici pattuglie delle forze dell’ordine attive in tutta la Riviera per controlli anti-sciacalli.

La tempesta ha sferzato anche l'Alta Padovana, con forti raffiche di vento e grandine. A Cadoneghe squarciato il tetto della palestra Olof Palme.

 

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