Con la mano sulla padella rovente, così "educavano" la figlia

È un decalogo di torture le accuse contestate a una coppia di filippini che vivono in città da vent’anni: «Mio padre mi voleva pianista di successo, mi assillava e io peggioravo». Andranno a giudizio per maltrattamenti

PADOVA. Voleva una figlia pianista. E poi voleva una figlia obbediente a ogni suo desiderio. Se l’aspettativa paterna non era soddisfatta, la vita in casa era un inferno. Di umiliazioni. Di violenze fisiche estreme, brutali, inaccettabili. Violenze come le nocche delle dita o la base del collo di quella bambina bruciati con un cucchiaio arroventato. O ancora come la mano della piccola bloccata sulla padella rovente mentre il fornello era acceso.

Lei, la vittima, era solo una bimba di appena sei anni quando la vita con i genitori ha cominciato a essere scandita da quelle torture. È durata per dieci anni. Anni in cui lei s’era convinta che mamma e papà, forse, non potevano essere diversi. Poco alla volta ha capito. E ha reagito. Fino a ribellarsi, chiedendo aiuto e un rifugio. Ora è una giovane donna: Nella (nome di fantasia per tutelare la vittima) ha 22 anni, un figlio di nove mesi, una casa famiglia nel Milanese dove vive.

Davanti al giudice padovano Chiara Bitozzi ha raccontato gli anni trascorsi con mamma e papà, una coppia di filippini che da vent’anni vive a Padova nel quartiere di Forcellini. Una coppia che. dopo il grido d’aiuto lanciato dalla loro unica figlia femmina (accolto dalle istituzioni competenti), ha perso la potestà genitoriale pure sugli altri tre figli. Potestà decaduta in via definitiva per la drammatica situazione in cui i ragazzi si trovavano a vivere. Papà e mamma – presenti in aula accanto al difensore l’avvocato Luca Deiana – sono chiamati a rispondere di concorso in maltrattamenti nei confronti della figlia. Figlia che si è costituita parte civile tutelata dall’avvocato Maria Stella Cicognani.

È un decalogo di sevizie da riformatorio d’altri tempi il capo d’imputazione contestato dal pubblico ministero Maria D’Arpa ai genitori, accusati di aver sottoposto «la figlia a un regime di vita intollerabile tale da provocare nella persona offesa sofferenze fisiche e psichiche...». E continua: «Il padre per i motivi più futili e banali picchiava la figlia anche con manici di scopa e cinture; in diverse occasioni le bruciava le nocche delle dita delle mani o la base del collo con un cucchiaio arroventato sul fuoco oppure la minacciava, dopo aver arroventato il cucchiaio, di bruciarle le parti intime; in un’occasione le infilava la mano dentro una padella posta sul fornello acceso; altre volte, per ragioni punitive ed educative, la faceva denudare e le manipolava i genitali esterni, spesso a scopo educativo la costringeva a fare docce fredde anche d’inverno o le imponeva di mangiare fino a vomitare».

E la madre? «Non impediva (le violenze), non interveniva in difesa della figlia e nemmeno la soccorreva nel caso in cui riportava lesioni (al padre è contestato pure il reato di lesioni)». Anzi la madre aveva un comportamento «di tacita approvazione». Ha raccontato in aula Nella: «Se dicevo le bugie papà mi faceva mangiare il peperoncino piccante... Studiavo al conservatorio. Papà voleva che diventassi una pianista di successo, mi assillava e io peggioravo... il risultato era inverso...Mi picchiava con la cintura sui piedi, mi dava schiaffi per qualsiasi cosa, mi faceva fare docce fredde. E mentre stavo cucinando mi aveva bruciato le nocche delle dita... Poi quando c’era qualcosa nel piatto, bisognava finirlo...».

A 16 anni la decisione di rivolgersi ai Servizi sociali: «Tante volte cercai di dire a mia mamma che stava sbagliando...». Il Tribunale dei minori ha spogliato della potestà genitoriale la coppia perché pure gli altri figli sarebbero stati vittime di violenze. «Sento i miei fratelli ma di questa cosa non ne vogliono più parlare... anche se uno di loro, almeno, ha capito». Il processo continuerà il 23 novembre: sarà interrogato in aula il figlio maggiore della coppia.

Video del giorno

Operazione antidroga e 21 arresti a Padova, il video della polizia sui blitz

Porridge di avena alla pera e nocciole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi