Ex seminario, sull’Imu il Comune non desiste

Si costituisce davanti alla Commissione tributaria per gli accertamenti impugnati dalla Curia

SELVAZZANO. Sugli accertamenti Ici e Imu relativi all’immobile dell’ex seminario di Tencarola (una partita da quasi 2,5 milioni di euro) continua il braccio di ferro tra il Comune di Selvazzano e il Seminario Vescovile di Padova che è titolare del complesso. Solo di Ici le cartelle esattoriali inviate dal Comune alla Diocesi attinenti agli anni 2008, 2009, 2010 e 2011 ammontano, sanzioni e interessi compresi, a circa 1,5 milioni di euro. Sull’accertamento del 2008 (397.440 euro) la Commissione tributaria provinciale si è già espressa dando ragione all’ente religioso. Ora la contesa si giocherà davanti alla Commissione tributaria regionale. Sulle altre annualità il Seminario ha chiesto alla Commissione tributaria provinciale l’annullamento. Ci sono poi i due accertamenti Imu degli anni 2012 e 2013, notificati il 12 settembre del 2014, avverso ai quali, anche per questi, il Seminario ha chiesto alla Commissione provinciale l’annullamento. Nel ricorso l’Ente religioso evidenzia una serie di illegittimità che partono dal dirigente (il segretario generale Stefania Malparte) che li ha firmati che non avrebbe avuto titolo per farlo, fino alla violazione del principio di buona fede e della disposizione riguardante il riconoscimento dell’agevolazione. In merito a quest’ultimo passaggio, nel ricorso si evidenzia che «per tale agevolazione è richiesta la mera destinazione dell’immobile ad attività di interesse generale, non il concreto impiego nell’ambito di dette attività (formazione religiosa)».

Sugli avvisi di accertamento Imu impugnati dal Seminario Vescovile, che ammontano a 411.580 euro per il 2012 e 404.942 per il 2013, sanzioni e interessi compresi, il Comune di Selvazzano ha deciso di costituirsi davanti alla Commissione tributaria provinciale. Il sindaco Enoch Soranzo sarà assistito dall’avvocato Alessandro Oneto dello studio legale Oneto Carollo del foro di Grosseto. Il Seminario sarà rappresentato in udienza da don Giampaolo Dianin e dai legali padovani Mauro Beghin e Giuseppe Piva. Nella memoria difensiva i legali del Comune ribattono che la dottoressa Stefania Malaparte aveva titolo di firmare gli accertamenti essendo anche responsabile dell’Ufficio Tributi. In merito al mancato utilizzo del bene, viene evidenziato che negli anni oggetto di pagamento dell’imposta l’immobile non ospitava alcuna attività di formazione religiosa perché cessata anni prima.

Gianni Biasetto

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