Il Premio della Bontà al “postino del pane” che aiuta i bisognosi

Tito Panizza, 78 anni, consegna ogni giorno gli alimenti ai poveri: domenica il riconoscimento del Sant’Antonio

PADOVA. Il “postino del pane”, il pensionato di 78 anni che ogni mattina in bici va a cercare il pane da distribuire alle famiglie bisognose, è uno degli italiani più buoni. Tito Panizza, residente all'Arcella, domenica prossima nella Sala Teologica della Basilica del Santo, riceverà infatti il Premio della Bontà Sant’Antonio in memoria di Andrea Alfano d'Andrea, edizione 2015. Il premio è uno dei riconoscimenti più importanti della Penisola, organizzato dalla Cei, dalla Regione Veneto, dal Comune e dalla Fondazione della Cassa di Risparmio ed è patrocinato sia dal Vaticano che dalla Presidenza della Repubblicva.

Panizza è nato a Torino nel 1937 da genitori veneti e, per decenni ha lavorato come “casolino” in una bottega di Prima Arcella, dalle parti del santuario di Sant'Antonino. Viene chiamato, affettuosamente, il “postino del pane” perché, quasi ogni giorno, va in centro con la sua vecchia bicicletta, si fa regalare il pane non più di giornata da alcuni panificatori e la frutta e la verdura, non di primissima qualità, da alcuni fruttivendoli di piazza delle Erbe e consegna poi i generi alimentari alle famiglie bisognose nei rioni di Santissima Trinità, San Bellino e San Carlo. Sono anni che il signor Tito ha impostato la sua vita sul volontariato e sull’aiuto ai bisognosi; opera in stretta collaborazione con la Caritas e le parrocchie del quartiere nord.

«Sono commosso, mi sono messo a piangere dalla troppa gioia come fossi tornato un bambino», ha detto Panizza alla notizia del premio, «È come se avessi ricevuto una grande grazia da Sant'Antonio. Ringrazio con il cuore in mano tutti quelli che hanno contribuito a farmi ricevere un premio così importante. Mi dedico agli altri forse perché anch'io ho sofferto abbastanza, specialmente quando ero piccolo», dice Tito, «A quindici anni avevo già perso entrambi i genitori. Mia madre è morta quando avevo appena quattro anni. Ho dovuto trascorrere un lungo periodo nel collegio di Mongreno, alla periferia di Torino. Nella mia lunga vita ho visto tante belle cose, ma ho vissuto anche tanti grandi dolori. Faccio del bene perché ritengo doveroso aiutare concretamente quelli che non sono stati baciati dalla fortuna».

Tito lo conosce bene anche Cadigia Hassan, una delle donne più attive nel variegato panorama del volontariato all'Arcella. «Il pensionato che gira sempre in bici aiuta anche e specialmente le famiglie immigrate, dove ci sono tanti bambini», sottolinea Cadigia, «In genere va a portare il pane a casa ad una donna nigeriana, che ha quattro figli ed abita vicino casa mia. Tito è stimato da tutti, tutti sanno che fa continuamente opere di carità verso le persone rimaste disoccupate o sono in cassa integrazione e, quindi, non hanno risorse a sufficienza. L'ex “casolino”, poi, si prodiga non poco a tenere compagnia agli anziani che vivono da soli. Magari in giro ci fossero più uomini come lui».

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