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Sos dell’urbanista per salvare il cavalcavia

CAMPOSAMPIERO. «Fermatevi finché siete in tempo». È quasi un appello quello che Bruno Stocco, architetto di Camposampiero e grande studioso della storia del territorio, rivolge agli amministratori...

CAMPOSAMPIERO. «Fermatevi finché siete in tempo». È quasi un appello quello che Bruno Stocco, architetto di Camposampiero e grande studioso della storia del territorio, rivolge agli amministratori provinciali: «Abbattere il manufatto del cavalcaferrovia sopra la linea ferroviaria non solo comporta un costo elevato per una demolizione, ma non porta nulla alla collettività, anzi, distrugge in poco tempo una parte della nostra storia e della nostra memoria. Il ponte va lasciato in piedi e recu ...

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CAMPOSAMPIERO. «Fermatevi finché siete in tempo». È quasi un appello quello che Bruno Stocco, architetto di Camposampiero e grande studioso della storia del territorio, rivolge agli amministratori provinciali: «Abbattere il manufatto del cavalcaferrovia sopra la linea ferroviaria non solo comporta un costo elevato per una demolizione, ma non porta nulla alla collettività, anzi, distrugge in poco tempo una parte della nostra storia e della nostra memoria. Il ponte va lasciato in piedi e recuperato come ponte “vivo”».

Stocco, che in questi anni ha curato la redazione di piani regolatori del territorio come quello di Trebaseleghe e si è sempre dedicato al recupero di manufatti e immobili legati alla storia del territorio (tipo la Fornace Morandi di Padova), sostiene che «è assolutamente un errore abbattere il cavalcaferrovia. Il terrapieno va in effetti eliminato per consentire lo sviluppo dell’area ospedaliera, ma demolire un ponte in mattoni e cemento armato con tre fornici (campate. ndr) da 45 metri per 8 di larghezza e con tutta la storia che porta con sè, è assurdo. Il cavalcaferrovia non disturba gli altri progetti, né la sicurezza delle linee ferroviaria e può diventare un ponte abitato per Camposampiero, basti pensare a quello che rappresentano per Venezia e Firenze il Ponte di Rialto e il Ponte Vecchio».

Bruno Stocco propone di investire i soldi destinati alla demolizione del manufatto per trasformarlo in percorso pedonale, anche coperto, come museo della memoria, come attrazione turistica visto il passaggio adiacente dell’Ostiglia, come luogo di aggregazione e punto di visuale privilegiato, dall’alto, della città e della campagna circostante.

«Lì ci sono stati i bombardamenti dell’ultima guerra mondiale, lì si è sviluppato il traffico merci e ricordo soprattutto che Camposampiero è lo snodo principale delle linee ferroviarie dell’Alta, che collega Padova con il nord del Veneto: non possiamo distruggere un’opera (che risale agli anni Trenta) distruggendo così, un pezzo della nostra storia. Fermatevi!»

Francesco Zuanon