«L’ospedale? A San Lazzaro» Assist della Regione a Bitonci

Zaia boccia la zona vicino all’aeroporto, ma non parla della “partita” al Tar del project financing «In via Sorio ci sono i limiti tipici dell’area demaniale, possibile che la scelta cada su Padova Est»

Luca Zaia apre alla possibilità di costruire il nuovo ospedale di Padova a San Lazzaro. Area preferita a quella dell’aeroporto, «perché non ha vincoli demaniali». «Si va verso la definizione dell’area di San Lazzaro come ubicazione definitiva del nuovo ospedale di Padova», ha detto, infatti, ieri mattina il presidente della Regione, a margine dell’inaugurazione della scuola per maestro birraio dell’ente di Formazione Dieffe a Noventa Padovana. Potenza della campagna elettorale o ritrovata intesa tra Regione e Comune di Padova sul tema del nuovo ospedale si saprà solo in futuro. Per ora bisogna rimanere inchiodati alle parole del governatore, che ha parlato sì della possibilità di far pendere il parere a favore dell’area est della città, ma ha evitato di rispondere sulla questione del ricorso al Tar di Finanza e Progetti contro lo stop voluto da Bitonci a Padova Ovest. Stop che aveva messo uno contro l’altro i due enti. Perché se il giudice darà ragione alla società le penali da pagare sia da parte della Regione che del Comune saranno molto pesanti. La partita, tuttavia, è tutt’altro che chiusa. Finanza e Progetti ha, infatti, fatto sapere di essere disposta a lasciar perdere la richiesta di penale se sarà lei a costruire il nuovo ospedale anche in un’altra area.

«Abbiamo vagliato tutte le possibilità che in più occasioni ci sono state sottoposte e ne rimangono due», ha spiegato Zaia prima di sorseggiare la birra prodotta dai futuri birrai padovani. «San Lazzaro e l’ex aeroporto Allegri di via Sorio. Quest’ultimo pero ha i limiti tipici di un’area demaniale ed è quindi probabile che la scelta cada alla fine sull’area di Padova Est». La vicenda dell’individuazione del nuovo sito, infatti, parte da lontano. Dopo l’accantonamento (anche se non definitivo) dell’idea della ristrutturazione del vecchio polo, la prima proposta è stata quella che individuava l’ex aeroporto. Poi è spuntata l’ipotesi Legnaro, vicino ad Agripolis. Poco dopo è stata la volta di Abano Terme, poi via Corrado, poco oltre l’area già occupata dall’ospedale esistente e infine è ritornato in pista il vecchio piano di un ampiamento dell’Ospedale ai Colli a Brusegana.

La vicenda del nuovo nosocomio di Padova è partita ufficialmente il 29 dicembre 2006 con una deliberazione dell’allora direttore generale dell’Azienda Ospedaliera che richiedeva, in accordo con l’Università, l’«inserimento nel processo di programmazione ospedaliera dell’ipotesi di costruzione di un nuovo ospedale da realizzare per le finalità assistenziali, di didattica e di ricerca della Scuola di Medicina di Padova». Nel dicembre 2008 si individuano così tre ipotesi: il mantenimento della struttura esistente, la ristrutturazione della stessa o l’individuazione di una nuova area per la costruzione ex novo del polo. Nel marzo 2010 una deliberazione della Giunta regionale indicava come fattibile il “Progetto Patavium” per 1.750 milioni di euro (a cui si aggiungevano eventuali altri 83 milioni di euro per lo Iov). Nell’ottobre 2011 la prima svolta con Zaia che dichiarava ufficialmente, la scelta di orientare il progetto verso la costruzione di un nuovo ospedale. Nel giugno del 2012 veniva identificava l’area di Padova Ovest, antistante allo stadio di calcio. Il progetto prevedeva l’esproprio e l’acquisto dei terreni sopra i quali sarebbe sorta la cittadella della salute costruita con 650 milioni di euro in project financing. L’elezione di Massimo Bitonci, ha bloccato l’opera. Ora però si riparla di un nuovo ospedale dall’altra parte della città.

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