Maxi piste ciclabili: stanziati 35 milioni di euro

La pista ciclabile Ostiglia all'altezza di Loreggia

La Regione finanzia 308 chilometri di percorsi lungo Brenta, Piave, Venezia-Monaco e Ostiglia. Erogati anche i 21 milioni promessi alle scuole paritarie

VENEZIA In vista del voto, la giunta regionale rompe l’ultimo salvadanaio disponibile - quello dei fondi di “coesione sociale” ricevuti dallo Stato - e stanzia quarantacinque milioni sul fronte della mobilità: la gran parte - 35 - è destinato al completamento delle piste ciclabili lungo i grandi assi di scorrimento del Veneto. Non i soliti segmenti locali accanto al marciapiede urbano ma 308 chilometri di piste protette lungo il Brenta, dal Piave al Mare, accanto alla Venezia-Monaco e parallelamente all’Ostiglia.

«Sono i grandi anelli della rete veneta di percorsi ambientali ciclopedonali e ci rivolgiamo, oltra che ai nostri cittadini, al turismo del Nord Europa che apprezza in modo particolare questa opportunità», il commento di Marino Zorzato, vicepresidente della Regione e promotore della delibera; «Si tratta di risorse giacenti che abbiamo deciso di impiegare immediatamente», aggiunge «ricordo che si tratta di opere già dotate di progetto definitivo, appaltabili entro l’anno e realizzabili non oltre il 2016».

E sempre iIn tema di mobilità sostenibile, poi, la giunta - stavolta su proposta congiunta di Zorzato ed Elena Donazzan - ha erogato anche una decina di milioni per il bando d’acquisto di nuovi autobus «a propulsione ecocompatibile». Altro versante, quello delle scuole d’infanzia paritarie, alle quali la giunta regionale ha liquidato 21 milioni di contributi: «Il Veneto è più forte dei tagli indiscriminati che vengono da Roma e fa i salti mortali per proteggere i propri bambini e le loro famiglie. L’avevamo detto», commenta il governatore Luca Zaia «non lasceremo sole le scuole dell’infanzia venete perché di tratta di un vero e proprio modello veneto che è riuscito finora a garantire un’eccellenza educativa unica in Europa a un costo tre volte inferiore a quello delle scuole statali. È un patrimonio insostituibile non solo per una questione economica ma perché è un modello diffuso dall’alto profilo qualitativo. In circa la metà dei nostri comuni quella paritaria è l’unica struttura educativa per l’infanzia presente».

L’assessore al bilancio Roberto Ciambetti, nell’occasione, ha replicato all’opposizione sui ritardi nello stanziamento dei fondi: «Come avevamo preannunciato, approvato il bilancio regionale, è arrivata la disponibilità di cassa per il pagamento di quanto dovuto alle scuole paritarie, il cui ritardo è da imputarsi unicamente a disposizioni governative vessatorie. Ancora una volta la Regione ha fatto la sua parte, un piccolo miracolo di tenacia e buon governo mentre Roma scarica sulle Regioni, sugli enti locali e sulle associazioni del terzo settore i propri errori ormai insostenibili».

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