Tangenti ad Abano e Montegrotto: 5 indagati, fra cui i due sindaci. Arrestato un assessore

La Finanza in comune stamattina a Montegrotto

Operazione delle Fiamme Gialle che ha prelevato Luca Claudio e Massimo Bordin in municipio. In manette Ivano Marcolongo sorpreso in flagrante con una bustarella di mille euro

ABANO. Lo aspettavano sulla strada di casa sapendo che lui, l’assessore all’ambiente di Montegrotto, aveva appena incassato una mazzetta da mille euro. L’arresto di Ivano Marcolongo, 45 anni, assessore comunale di Montegrotto con deleghe alle politiche ambientali e all’arredo urbano, scatena un terremoto giudiziario che scuote i comuni termali di Abano e Montegrotto..

In poco più di sedici ore si compie l’operazione della Guardia di Finanza che vive la sua fase più clamorosa ieri (martedì) mattina, quando le fiamme gialle entrano nei due municipi e prelevano i due sindaci, Massimo Bordin (Montegrotto) e Luca Claudio (Abano).

L’indagine coordinata dal pubblico ministero Federica Baccaglini porta le fiamme gialle anche nei vivai con i quali le amministrazioni comunali hanno avuto a che fare in un arco di tempo piuttosto ampio. Tre imprenditori sono stati iscritti nel registro degli indagati. I filoni di indagine, da quanto si apprende, sarebbero due: uno relativo all’anno 2008 e uno più recente, datato 2015. Sono tre i reati contestati a Marcolongo e a Bordin: concussione, induzione indebita a dare e promettere utilità (in pratica corruzione per induzione) e turbativa d’asta. Appena più leggera la posizione di Luca Claudio, al quale non si contesta la turbativa d’asta, ma solo gli altri due reati. Marcolongo, secondo la procura, avrebbe agito da tramite per conto dei due sindaci, incassando tangenti dalle aziende vivaistiche in cambio di incarichi e acquisti di piante e altri materiali.

E proprio una tangente da mille euro appena incassata fa scattare l’operazione lunedì sera, intorno alle 21, quando Marcolongo sta rientrando a casa. La Finanza lo ascolta da tempo, grazie a una cimice piazzata nella sua macchina. Quando gli agenti hanno la certezza che la bustarella è nelle tasche dell’assessore il blitz ha inizio. Marcolongo viene fermato e portato in caserma: lì viene interrogato e trattenuto per la notte. Così, di mattina, la Finanza può passare alla fase due senza rinunciare del tutto all’effetto sorpresa.

Alle 10.30 tre uomini in borghese si presentano davanti all’ufficio di Bordin, nel municipio di Montegrotto. Il sindaco è fuori, spiega la segretaria di fronte ai tesserini esibiti dai tre, perché c’è la commemorazione del vice brigadiere Alfredo Costantini, freddato in un’oreficeria di via Stazione il 14 aprile del 1983. I finanzieri le chiedono di chiamarlo e farlo rientrare immediatamente. Bordin arriva e resta chiuso in ufficio con gli agenti per un’ora abbondante. «Sono anni che indagano su queste cose», dice, «Speriamo che facciano chiarezza presto». All’una in punto il sindaco esce dal municipio in mezzo a due finanzieri. È scuro in volto ed è molto meno loquace: «Non so nulla, so meno di voi», dice ai cronisti. Quindi sale nella macchina della Guardia di Finanza che va via con i lampeggianti accesi, ma non verso casa del sindaco. Probabilmente viene condotto in caserma. In municipio, davanti all’ingresso dell’ufficio tecnico, resta un’altra macchina della Finanza, a conferma del fatto che la perquisizione negli uffici prosegue. Andrà via venti minuti dopo, in direzione Abano. A quel punto in paese gira voce che gli arresti sono almeno tre. Ma la voce sarà presto smentita: l’unico arrestato è l’assessore e per il sindaco c’è solo un pesante avviso di garanzia.

Un blitz analogo, intanto, è in corso al municipio di Abano, dove il sindaco Luca Claudio sta tenendo una conferenza stampa sul parco acquatico Aquas Abano. La Finanza arriva con gli stessi tre uomini in borghese, ferma tutto e porta via Claudio. Il sindaco alle 13.30 esce dal municipio, anche lui accompagnato dagli agenti. Attraversa la piazza indugiando davanti ai microfoni, sotto gli occhi increduli dei cittadini di passaggio, quindi sale nella macchina delle Fiamme Gialle che lo porterà a casa sua per una seconda perquisizione, dopo quella dell’ufficio. «È un’indagine a orologeria», si lascia scappare Claudio, riferendosi alla sua imminente - e a questo punto non più scontata - candidatura alle elezioni regionali. «I controlli sono giusti», aggiunge poi il sindaco, pescando dalla sua scorta di diplomazia «e noi abbiamo dato tutti i chiarimenti. A cosa si riferiscono? Ai contratti sul verde dal 2008 in poi e che riguardano entrambe le amministrazioni». Ovvero la sua, quando era sindaco di Montegrotto, e quella di Massimo Bordin, che è arrivato nello stesso municipio dopo di lui.

Fin qui la parte più visibile dell’operazione. Che però, nel corso della mattinata, si dispiega in modo più vasto, con una sessantina di uomini della Finanza impegnati, probabilmente anche fuori dai confini provinciali. Sarebbero almeno una decina le aziende sottoposte a perquisizione dalla Guardia di Finanza. Tra queste anche i Vivai Schiavo di via Romana ad Abano, dove le fiamme gialle si trattengono per un paio d’ore e acquisiscono documentazione utile alle indagini. Altri vivai della zona sono sottoposti a perquisizione. Nel pomeriggio i sindaci tornano in municipio e dalle macerie scrivono un comunicato nel vano tentativo di rassicurare i cittadini.

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