Appende uno striscione contro Bitonci, scatta la multa di 324 euro: è polemica politica

Il sit-in era davanti alla sede del quartiere a Chiesanuova, dove il sindaco incontrava i cittadini. Contestata l'affissione abusiva di cartelli. Multa arrivata a un pensionato: "E' un'intimidazione"

PADOVA. Contestare il sindaco costa 324 euro. Massimo Bitonci è stato inflessibile e ieri, puntuale è arrivato il verbale di infrazione a Pierino Bianchi, 68 anni. Il 24 febbraio scorso il pensionato, ex infermiere, aveva appeso alcuni striscioni di protesta durante uno degli appuntamenti “il sindaco incontra i cittadini” alle Cave, di fronte alla sede del Quartiere 6.

I vigili urbani li hanno fotografati e sul verbale, insieme alle contestazioni, è stato riportato il contenuto: “Bitonci sindaco di tutti... chi?”, “basta falsità, basta bugie, anche l’Ira ti dà fastidio?”, “Bitonci sindaco del no!!!, buttati altri 60 milioni”, “Bitonci-Saia i 100 giorni se ne sono andati, furti e ladri sono aumentati”, “Vergogna, basta promesse fatte, Bitonci sindaco del no, no al nuovo ospedale, no al secondo tram, no all’auditorium, basta no!!!”. La polizia municipale ha contestato che l’affissione è avvenuta fuori dai luoghi destinati dall’autorità competente, citando la violazione dell’articolo 113, comma 5 e 17 bis del Tulps e di un regio decreto, il 773 del 1931.

«È una intimidazione». «Quando ho aperto la lettera non ci volevo credere, questi vogliono intimidire tutti quelli che non la pensano come loro». Pierino Bianchi è incredulo di fronte alla contestazione dei vigili e medita di rivolgersi ad un avvocato per capire se quella violazione del Tulps sia applicabile a quel caso specifico.

«Quel pomeriggio io e un’altra decina di persone avevamo affisso quei cartelli di protesta, sulla recinzione del campo da calcio parrocchiale, quindi in uno spazio privato. Era una protesta pacifica, tanto che avevamo pure scherzato con i poliziotti intervenuti. Poi alcuni vigili mi avevano chiesto i documenti e io li avevo consegnati senza problemi. Pensavo fosse finita lì. Ma evidentemente il sindaco ha voluto punirmi. Nelle lenzuola non avevamo messo nessuna sigla politica, facevamo riferimento solo alla condotta di Bitonci e della sua amministrazione fino ad allora. Facendo riferimento ai soldi persi per la linea del tram e alla non decisione in merito alla nuova sede dell’ospedale. Sono stati identificati anche altri pensionati che erano con me, ma fino ad ora la multa è arrivata solo a me. Gli agenti avevano visto che le lenzuola le avevo affisse io, già quel giorno gli avevo detto che quegli striscioni erano sulla recinzione privata. La volontà è di non pagare, per principio. Poi, inoltre, ad una amministrazione che abbuona milioni di euro per le contravvenzioni di chi corre in tangenziale, non farà certo difetto perdere 300 euro. Ricorreremo al Giudice di Pace. Devono dimostrare che è suolo pubblico. Non c’è stato nessun vilipendio, noi contestiamo quello che il sindaco non ha fatto».

La violazione è quella che disciplina la stampa e le affissioni. «È del tutto evidente che tale normativa partorita in epoca fascista è applicato ad un caso che nulla ha a che vedere con la ratio della norma: le persone in questione hanno manifestato ed esercitato la libertà di critica politica nei confronti del sindaco, si tratta come evidente di normativa da una parte superata dalle garanzie costituzionali», si legge in una nota del Partito Democratico.

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