Rinvio per il Parco acquatico ad Abano: non piace il residence

L’opera che dovrebbe sorgere in un’area di 17.205 metri quadri a San Daniele è stata esaminata dalla Conferenza dei servizi, parere finale il 14 aprile

ABANO TERME. Per il parco acquatico di San Daniele è tutto rinviato al 14 aprile, quando alle ore 10 nella sede municipale sarà convocato un tavolo di concertazione tra i soggetti coinvolti.

La Conferenza dei servizi di ieri non ha espresso un parere definitivo sulla proposta avanzata dalla Rialto Srl di Rubano, società che fa riferimento alla famiglia Scappini, titolare degli hotel All’Alba e Palace Meggiorato. Sono stati invitati al tavolo di ieri il Genio Civile, la Provincia, il Parco Regionale dei Colli Euganei, il Consorzio di Bonifica Bacchiglione, la Gestione Unica, il sindaco di Torreglia Filippo Legnaro e, ovviamente, oltre all’architetto Angelo Varotto di Montegrotto, la società Rialto, rappresentata dalla famiglia Scappini, e l’architetto comunale Patrizio Greggio.

Le parti hanno sollevato delle perplessità sulla realizzazione di un parco acquatico nella zona di San Daniele. Il progetto per la realizzazione di “Aquas Abano, il Giardino Termale”, questo il nome scelto dalla famiglia Scappini prevede lo sviluppo di una superficie di 17.205 metri quadrati, di cui 6.170 saranno coperti, 7.200 saranno destinati al verde e alle piscina scoperte, 3.835 ai parcheggi e agli spazi di manovra e 4.274 ad una serra bioclimatica (piscine e giardini coperti). L’edificio che la Rialto Srl vorrebbe realizzare ha invece un volume di 29.997 mc e la capienza stimata è di 350-400 persone. I posti auto saranno invece 200. Le parti hanno evidenziato in linea di massima come il progetto vada in un certo senso ridimensionato per l’impatto idrogeologico che potrebbe avere su una zona situata ai piedi del colle di San Daniele, in pieno territorio del Parco Colli (l’ente convocherà sull’argomento una commissione tecnica).

È stata messa in evidenza anche la difficile “convivenza” con il vicino centro abitato e il problema legato alle altezze dei muri e degli edifici. Non piace l’idea di creare una specie di residence. L’architetto Greggio preferirebbe un camping immerso nel verde e una struttura, che come era all’origine nelle idee, possa essere utilizzata per la riabilitazione e il recupero post operatorio, senza fare concorrenza agli alberghi del territorio. «Siamo consapevoli che la zona è delicata», spiega la famiglia Scappini. «Abbiamo cercato di studiare una struttura poco invasiva, ecosostenibile e dal buon impatto visivo. Abbiamo puntato a lasciare libera la visuale dei Colli, tanto che il 90% dell’area è un giardino. Ci atterremo tuttavia alle osservazioni e ai consigli. Il progetto a larghe linee (l’idea della famiglia Scappini è di completare l’opera entro il 2017) possiamo anche rivederlo, ma non deve essere snaturato».

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