Giovane madre vince la causa contro il Comune

Il Comune di Campodarsego, su suggerimento dell’Inps, nega l’assegno di maternità a una ventenne nordafricana, lei fa ricorso contro il Comune e anche contro l’Inps e il Tribunale civile le riconosce...

Il Comune di Campodarsego, su suggerimento dell’Inps, nega l’assegno di maternità a una ventenne nordafricana, lei fa ricorso contro il Comune e anche contro l’Inps e il Tribunale civile le riconosce il diritto a percepirlo. E siccome chi perde le cause deve provvedere a pagare l’assistenza legale di chi la causa la vince, la giunta del sindaco Mirko Patron si ritrova con un debito fuori bilancio di circa 1.850 euro, corrispondenti alla parcella del legale che ha assistito la mamma nella controversia. Infuriato il sindaco: «Abbiamo interpellato per iscritto l’Inps, che ci ha risposto che l’assegno non era dovuto per mancanza dei requisiti da parte della signora», dichiara Patron. «E meno male che non ci siamo costituiti parte civile, altrimenti ci saremmo trovati con due avvocati da pagare, oltre ovviamente al nostro».

La mamma ventenne aveva presentato al Comune di Campodarsego due domande di concessione dell’assegno in parola: il 3 aprile 2014 e il 10 giugno dello stesso anno.

Il Comune, nell’incertezza, aveva interpellato l’Inps in quanto l’assegno viene concesso dai Comuni su erogazione dell’Inps. «La risposta dell’Istituto di previdenza era stata chiara», dice Patron, «non le spettava perché il titolo di soggiorno della signora non rientrava tra le tipologie dei titoli di soggiorno. L’Inps, infatti, con una circolare del 2010, stabilisce che possono presentare domanda di assegno di maternità le cittadine extracomunitarie in possesso della carta di soggiorno (dall’1 luglio 2000), le cittadine non comunitarie in possesso del permesso di soggiorno comunitario per soggiornanti di lungo periodo e le cittadine non comunitarie in possesso della carta di soggiorno di familiare di cittadino dell'Unione europea o Italiano, della durata di cinque anni».

Forte dell’autorevole parere, il Comune ha negato l’assegno richiesto. La mamma allora, assistita dall’avvocato Giovanna Berti, ha intentato una causa civile ai due enti. E l’ha vinta. (g.a.)

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