Si stringono i tempi per l’idrovora di Brentelle

Anche il Consiglio comunale di Selvazzano ratifica l’accordo tra Regione Consorzio e Comuni. Potenziamento dell’impianto e migliorie sugli scoli

SELVAZZANO. Idrovora di Brentelle, avanti tutta. Anche il Consiglio comunale di Selvazzano ha ratificato l’accordo di programma con la Regione Veneto, i Comuni di Rubano, Mestrino, Veggiano e Saccolongo e con il Consorzio di bonifica Brenta, per il potenziamento dell’impianto idrovoro e l’adeguamento di alcuni nodi idraulici della rete scolante. La delibera è stata approvata all’unanimità. Il costo dell’opera, che comprende anche alcune migliorie sugli scoli Mestrina, Lazzaretto e Storta per favorire il deflusso delle acque verso l’impianto di pompaggio, è di 2 milioni e 100,000 euro. La Regione Veneto partecipa con un milione di euro. La copertura della somma restante sarà a carico dei Comuni, suddivisa in base alla superficie. Il Comune di Mestrino è chiamato a partecipare con 292.744 euro (26,6%), Rubano con 330.798 (30,07%), Saccolongo con 39.147 (3,56%), Selvazzano con 290.826 (26,44%) e Veggiano con 146.485 (13,32%).

L’erogazione al Consorzio di bonifica delle quote da parte degli enti potrà avvenire con una rateazione massima di tre anni. Il Comune di Rubano, essendo escluso per questo intervento dal Patto di stabilità interno per una cifra di 450.000 euro, verserà l’intera quota esclusa dal Patto con l’accordo che l’ammontare eccedente alla ripartizione verrà utilizzato dal Consorzio di bonifica per opere di mitigazione del rischio idraulico di interesse del territorio comunale. Nell’accordo di programma si evidenzia che i Comuni nei loro territori si impegnano ad individuare delle aree da adibire per la costruzione dei cosiddetti bacini di laminazione. Un’apposita intesa relativa agli invasi verrà sottoscritta entro la fine del 2015.

Sempre in tema di sicurezza idraulica, ad aprile partiranno sulla sponda sinistra del Bacchiglione i lavori di protezione delle abitazioni di via Napoli a Tencarola. L’intervento consiste nella costruzione all’interno dell’arginatura, per una profondità di 11 metri, di un diaframma di calcestruzzo lungo 600 metri. L’opera servirà ad eliminare i fontanazzi che sono comparsi in via Napoli anche con le recenti piene. Contemporaneamente, saranno realizzati 900 metri di spalla per rinforzare ulteriormente la sponda. Il costo dei lavori, interamente finanziati dalla Regione, si aggira intorno al milione di euro. Terminato questo intervento di rinforzo dell’argine la Provincia potrà procedere con la realizzazione del tratto di pista ciclabile da Tencarola a Ponte San Nicolò.

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