No al parco acquatico a Abano: «Ucciderebbe il termalismo»

L'ipotesi di costruzione di un parco acquatico ai piedi del colle di San Daniele bocciata da Merlini, presidente del comitato "Salviamo gli alberi"

ABANO TERME. L’ipotesi di costruzione di un parco acquatico ai piedi del colle di San Daniele da parte della ditta Rialto Srl, la cui proprietà risale alla famiglia Scappini, non piace all’architetto, nonché presidente dell’associazione “Salviamo gli Alberi”, Paolo Merlini. «Di tutto Abano ha bisogno ma non di un parco acquatico», afferma.

«Una città termale, come la storia ci insegna, è tranquillità, pace, serenità, eleganza, cultura, natura. Il pericolo è quello che con questo tipo di strutture si trasformi Abano in città dei divertimenti e dei balocchi e questo sarebbe la fine del termalismo. Una struttura di questo tipo attira persone che non hanno niente a che vedere con le nostre cure, che non transitano nella città e quindi non si rapportano con il tessuto commerciale e recano traffico e confusione che sono due elementi di contrasto con l’idea di città termale. La nostra città e il nostro territorio», prosegue Merlini, «sono già ampiamente dotati di piscine e complessi del tempo libero. La localizzazione dell’intervento ricade in un’area delicata dove il complesso religioso di San Daniele emerge e si collega visivamente con Villa Draghi. Già in una zona vicina si era tentata una simile operazione e l’Ente Parco dei Colli Euganei giustamente aveva mostrato perplessità: perplessità che mi auguro ci siano anche in questo caso. Questo intervento sarebbe una ferita al territorio che già è stato fortemente aggredito con un’ulteriore riduzione di terreno verde proprio in un contesto dove i problemi idraulici dovuti alla cementificazione producono effetti disastrosi».

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