Il Comune di Abano riscopre l’acqua calda

Riscaldamento pulito ed economico grazie alle terme, due progetti in lizza per i finanziamenti europei

ABANO TERME. Se ne parla da anni, forse decenni e ora finalmente qualcosa si muove. Lo sfruttamento dell’acqua termale come fonte di calore è da sempre al centro di discussioni e proposte. Stavolta però qualcosa si muove, visto che il Comune ha deciso di tentare la strada di due bandi europei che consentiranno di realizzare un progetto con il quale si vogliono sviluppare le tecnologie innovative per le nuove risorse energetiche. Sono due i bandi, uno simile all’altro, ai quali il Comune ha deciso di concorrere: il primo scadrà a marzo, il secondo a giugno. Al bando il Comune parteciperà assieme a Cescot Veneto. Il progetto si chiama Horizon 2000 ed è dedicato ai piani di ricerca di nuove risorse energetiche proponendo lo studio di un progetto di tecnologia innovativa contenente varie caratteristiche. Con il progetto si vuole creare energia sostenibile durante il processo di abbattimento della temperatura delle acque reflue e sviluppare il riciclo delle acqua reflue (potabile-non potabile). In più si mira alla distribuzione energia e acque in un quartiere pilota. «Ora Cescot Veneto dovrà trovarsi almeno cinque partner a livello europeo, al di fuori dell’Italia», spiega la dirigente del servizio Federica Trevisanello. «Si può trattare di partner pubblici o privati, come aziende impegnate nel settore della geotermia. In più si possono stringere accordi con i Comuni gemellati, tipo Baden Fuessen, e con le università. Per il primo bando, una risposta dovrebbe arrivare già ad aprile, mentre per il secondo avremo notizie a luglio. La somma messa a disposizione è importante e l’Unione Europea in questi casi tende a distribuire i soldi a un numero limitato di soggetti». La rivoluzione, con il primo passo fatto dall’amministrazione, potrebbe quindi essere vicina. «Puntiamo a mettere in piedi un progetto che consenta di riutilizzare l’acqua termale come fonte di energia», spiega Trevisanello. «Il progetto riguarda soprattutto lo sfruttamento dell’acqua termale per produrre riscaldamento. Dovremo individuare una zona per la sperimentazione: potrebbe essere un quartiere o una serie di scuole o la sede del Comune». Per lo sviluppo della domanda e la ricerca delle partenrship si è resa disponibile Cescot Veneto, che ha ottenuto dal Comune un contributo di duemila euro. «È il minimo che serve per produrre la documentazione», chiude Trevisanello. «Ci sono tanti soldi in palio e non vogliamo farci scappare l’opportunità».

Federico Franchin

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