Uccisi 899 cinghiali, mai così tanti

Il piano di contenimento costa 300 mila euro all’anno. Abbattimenti soprattutto a Cinto Euganeo

BAONE. Cinghiali, è record: in quattordici anni, mai se ne erano catturati così tanti. Il 2014 si è chiuso infatti con il numero più alto di capi abbattuti da quando questa specie ha cominciato a infestare i Colli Euganei. L’anno scorso le squadre del Parco hanno catturato o abbattuto ben 899 cinghiali, decisamente di più dei 670 del 2013 e comunque in numero maggiore rispetto al 2012 e al 2011, quando gli esemplari fatti sparire dal territorio collinare, e non solo, furono rispettivamente 816 e 856. E i costi di questi interventi di contenimento si aggirano sui 300 mila euro all’anno, cifra tutt’altro che irrilevante. Sembra quasi un’altra epoca quella in cui la presenza dei cinghiali era veramente marginale: nel 2001 ne furono catturati non più di 13, l’anno dopo 25, nel 2003 solo 46. E poi 53, 116, 156, 523, 790, 752, 726, fino appunto al boom del 2011.

Nell’anno che si è appena concluso gli ungulati abbattuti direttamente sono stati 815, mentre quelli catturati e uccisi in un secondo momento sono stati 569. A questi si aggiungono i 19 cinghiali morti in seguito a incidente stradale e l’animale recuperato già privo di vita. Attualmente l’azione di controllo della popolazione di cinghiali avviene in due modi: o attraverso la cattura mediante trappole auto-scattanti (i cosiddetti chiusini) o con gli abbattimenti notturni. I chiusini sistemati nel territorio del Parco sono in tutto 31, di cui 15 gestiti dal personale dell’ente, 16 da cinque selecontrollori e 10 da agricoltori del posto che hanno dato la propria disponibilità al Parco Colli e che in cambio ricevono un animale ogni cinque catturati.

Gli abbattimenti notturni sono invece affidati al personale istituzionale (Parco Colli, polizia provinciale, Corpo forestale dello Stato) e ai selecontrollori, figure formate dal Parco nel rispetto delle linee guida ministeriali e comunque sempre coordinate dalle istituzioni. Negli Euganei ne sono stati abilitati 46, anche se gran parte di loro interviene molto saltuariamente.

Tanto per dare la misura dei vari interventi, l’anno scorso 261 abbattimenti sono stati ad opera del personale istituzionale, 49 per mano dei selecontrollori. La “squadra cinghiali” del Parco è composta da 8 operatori (5 in possesso di porto d’armi), di cui uno addetto esclusivamente agli aspetti burocratici.

I chiusini degli agricoltori hanno invece portato a 173 catture, quelli dei selecontrollori a 61 e quelli gestiti dal Parco 335. Gran parte degli esemplari sono finiti in trappola a cavallo tra la primavera e l’estate: 176 a maggio, 158 a giugno e 127 a luglio. Questo è legato soprattutto alla ritardata assunzione degli operatori stagionali, che a causa delle esigue risorse concesse dalla Regione hanno iniziato a lavorare solo il 25 giugno. In percentuale, le squadre addette al controllo di questi animali e l’opera dei chiusini hanno interessato in particolare i piccoli di cinghiale, che di fatto rappresentano il 52% delle catture. L’obiettivo dell’ente è comunque quello di indirizzare l’opera dei propri operatori verso gli esemplari adulti, quelli cioè che hanno già una capacità riproduttiva.

Il Comune più “colpito” in termini di presenze e di abbattimenti è Cinto Euganeo, forte delle 242 catture registrate nel 2014: a ruota ci sono Baone con 193, Vo’ con 102, Teolo con 99, Galzignano Terme con 87, e poi Battaglia Terme (49), Torreglia (43), Monselice (29), Arquà Petrarca (26), Montegrotto Terme (18) ed Este (11). La prova che ormai questi ungulati sono arrivati anche in pianura. Nel mirino del Parco Colli non ci sono peraltro solamente i cinghiali: il 2014 ha fatto segnare anche un’impennata degli abbattimenti di daini, arrivati a quota 102 contro i 57 del 2013, i 66 del 2012 e i 19 del 2011.

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