Lutto a Loreggia, Matilde è morta a 10 anni dopo mesi di sofferenze

Una bambina uccisa da un tumore molto aggressivo. A marzo i primi sintomi del male, poi l’intervento. A dicembre il nuovo ricovero: non è più uscita dall’ospedale di Padova, dove medici e volontari le sono stati vicini e le hanno regalato un cucciolo

LOREGGIA. Matilde se n’è andata. A soli dieci anni, compiuti da poco, un tumore al cervello ha spento per sempre la sua voglia di vivere che aveva contagiato tutti. Matilde Salvalaggio, assistita fino alla fine dai genitori Gianni e Adriana, dalla sorella quindicenne Carlotta e dai tanti parenti, è spirata poco dopo la mezzanotte di ieri nella sua stanzetta dell’hospice pediatrico “Casa del bambino” di Padova. Piccola solo per il suo corpo da bambina, ma con un coraggio da gigante.

«Il coraggio di Matilde è stato esemplare: mai una lacrima, mai una lamentela, mai una puntualizzazione. In lei traspariva ogni giorno la gioia di vivere e di lottare». A ricordarla, commossa e con parole piene d’amore, è la zia Morena, sorella del papà Gianni che è titolare, insieme all’altro fratello Michele, della nota pizzeria “La Rotonda” di Loreggia.

«Matilde era speciale. Sempre pronta a sdrammatizzare e ironizzare anche quando la realtà si presentava crudele». Perché Matilde sapeva di essere malata sin dal primo giorno, nel marzo dello scorso anno, quando «aveva cominciato ad accusare un malessere generale accompagnato da senso di nausea e vomito», ricorda ancora la zia. Subito visitata e trasferita all’ospedale di Padova, la bambina era stata operata al cervello a fine marzo. «Dopo l’intervento iniziò il percorso di cure guidate per lei, che seppe affrontarle con grande senso di responsabilità e con una maturità tale da sorprendere tutti i medici e il personale ospedaliero». Matilde ricordava addirittura alla mamma gli orari delle pillole, gli appuntamenti per le visite; affrontava il viaggio in macchina, verso la radioterapia, cantando.

«L’abbiamo anche registrata mentre canta in inglese con gli auricolari. E la canzone verrà diffusa mercoledì, fuori dalla chiesa, al funerale che sarà celebrato alle 15», aggiunge la zia Morena. L’intervento chirurgico, «eseguito con grandissima professionalità», e le prime cure hanno consentito a Matilde di ricevere in maggio la sua prima Comunione e di riprendere regolarmente, a settembre, l’anno scolastico a Loreggia in quinta elementare. Appassionata fin dall’infanzia di danza classica e successivamente di pattinaggio artistico, Matilde è poi via via peggiorata e il tumore, in una forma molto aggressiva, l’ha costretta a un nuovo ricovero in ospedale a Padova, il 14 dicembre scorso, rendendo impraticabile il tentativo di un secondo intervento chirurgico.

«Questi ultimi cinquanta giorni, Matilde li ha trascorsi all’interno dell’hospice pediatrico di Padova, una struttura d’eccellenza della sanità padovana, unica in Italia, che le ha permesso di trascorrere Natale, compleanno ed Epifania in un clima di serenità, circondata giorno e notte dall’affetto della famiglia e di tutto il personale», sottolinea zia Morena.

In questo periodo, poi, la bimba ha avuto come compagno fedele Shadow, il cucciolo di Labrador che il personale della struttura ha pensato di regalarle. Per dare valore alla ricerca e al lavoro di tutto lo staff che ha seguito Matilde in questi mesi e per aiutare i bambini ospiti dell’hospice di Padova, la famiglia invita tutti a devolvere ogni offerta alla struttura “Casa del bambino” e all’associazione “Isola che c’è”.

La notizia terribile della morte di Matilde ha sconvolto tutta Loreggia e tutti coloro che conoscono la famiglia o frequentano la pizzeria, un punto di riferimento tra i locali del Camposampierese. Resterà per sempre il ricordo di una bambina coraggiosa, piena di voglia di vivere e che «riusciva a vedere sempre luce nelle cose, incoraggiando chiunque le stesse vicino; giorno dopo giorno era facile scoprire in lei qualcosa di adorabile, ammirevole e commovente», conclude commossa la zia Morena.

Sarà ancora lei, Matilde, da lassù, con il suo sorriso spontaneo, a dare la forza per andare avanti a mamma, papà, sorella e parenti.

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