Orti sociali con vista sull’asfalto «Ma non avevamo altri terreni»

Abano, fa discutere la scelta di ricavare gli appezzamenti fra via Colli Euganei e via Appia Monterosso A fine mese l’area sarà pronta, ma in municipio non hanno ancora deciso i criteri di assegnazione

ABANO TERME. Illusi quelli che pensavano a un’oasi di campagna in città, a un fazzoletto di terra immerso nel silenzio e nel verde. Gli orti sociali di Abano hanno un orizzonte bucolico su un lato, ma dall’altra parte confinano con lo stradone. Via dei Colli Euganei non è proprio una tangenziale ma quasi. E a parte lo smog, all’incrocio con via Appia Monterosso c’è proprio il traffico che un contadino non vorrebbe mai vedere.

Il cantiere per gli orti è a buon punto e l’operazione, stando alle previsioni della giunta Claudio, dovrebbe concludersi entro febbraio. In un terreno di oltre 5 mila metri quadri saranno ricavati diciotto appezzamenti di dimensioni variabili, da 26 a 50 metri quadrati, disposti in cerchio e con una casetta di legno al centro per il ricovero degli attrezzi e per l’incontro dei novelli contadini. L’area, fornita di parcheggio, sarà sempre accessibile e illuminata. Una bella idea, che in tanti posti ha riscosso grande successo (a Padova, per dire, c’è la lista d’attesa per avere un orto), ma che poi ha dovuto misurarsi con qualche limite. «Non avevamo altri terreni comunali», si giustifica il consigliere delegato al Verde Massimo Barcaro. «Ce n’era un altro in via Carabinieri ma era già destinato a un altro progetto. La strada è vicina, è vero, ma avete idea di quali schifezze mangiamo tutti i giorni e di dove sono coltivate le verdure che compriamo? Non sarà certo un po’ di smog a rendere immangiabili gli ortaggi. E poi metteremo una siepe per separare anche visivamente gli orti dall’asfalto». Intanto sulla recinzione è comparso, con ritardo sospetto, il cartello di cantiere. I 5 Stelle, non vedendolo, avevano chiesto lumi in municipio. E Barcaro li aveva liquidati con due battute e un po’ di supponenza: «C’è l’affidamento diretto, il cartello non serve», aveva detto. Il giorno dopo una mano saggia ha messo il cartello dove doveva stare e ora Barcaro spiega: «Gli uffici hanno tanto da fare, c’è stato un disguido. Il cartello effettivamente ci voleva». E ora ci vorrebbe anche un regolamento trasparente e chiaro per l’assegnazione degli orti. A un mese dalla semina il Comune deve invece ancora decidere se e come gestire l’operazione. «Possiamo farlo noi o farlo fare a un’associazione», chiarisce ancora Barcaro, «in settimana faremo la scelta. Però possiamo dire che daremo precedenza agli aponensi e a chi ha bisogno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Video del giorno

Cina, terremoto nella provincia del Sichuan: il momento della scossa e l'intervento dei soccorritori

Timballo di alici

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi