Abano, servizio rifiuti a rischio

L’Autorità nazionale contesta l’affidamento diretto, serve una gara d’appalto

ABANO TERME. La procedura seguita dal Comune di Abano, vale a dire l’assegnazione diretta del servizio di asporto rifiuti ad Acegas Aps, contrasta con le norme di legge che prevedono un appalto con più soggetti invitati a presentare la propria offerta. Lo sostiene l’Autorità nazionale anticorruzione che ha dato tempi stretti all’amministrazione di Luca Claudio per effettuare una gara. L’avvio dell’istruttoria da parte dell’Anac risale allo scorso maggio. Nel mirino dell’Autorità c’è l’affidamento della gestione dei rifiuti siglato nel 2004 e rinnovato nel 2008 a favore della società Amniup che poi divenne Aps, successivamente Acegas-Aps e ora AcegasApsAmga; rinnovo che, secondo quanto stabilito dagli accordi, andrà in scadenza nel 2018. Il Comune di Abano ha affidato l’incarico di rappresentarlo nel contenzioso agli avvocati Fabio Cintioli e Giuseppe Lo Pinto del foro di Roma. L'accordo siglato, legittimato dall'allora segretario comunale e da una delibera di consiglio comunale, non era altro che una convenzione con il Comune di Padova, attraverso il quale veniva esteso l'accordo del Comune capoluogo con Acegas Aps a quello aponense. Il rischio ora per Abano è di dover indire un nuovo bando nel caso la procedura fosse ritenuta irregolare. «Credo che in situazioni come questa bisogna usare i giusti accorgimenti», osserva il sindaco Luca Claudio. «È evidente che un Comune non può indire un bando in 2-3 mesi. Ci sono tempi tecnici da rispettare e quindi possono servire per un bando europeo dai sei ai nove mesi. Il termine ultimo più ragionevole, per vedere risolta una volta la questione, è a mio avviso il 31 dicembre 2015. Come spesso mi è accaduto in questi tre anni e mezzo di amministrazione devo affrontare problematiche create da altri». (f.fr.)

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