Quelle poesie stese come fossero bucato

«Parole incartate dal vento / per l’ingordo palato di un canto» si legge su un calzino steso in riviera Ponti Romani. Sullo stesso filo penzolano anche una canottiera, un paio di boxer ed un secondo...

«Parole incartate dal vento / per l’ingordo palato di un canto» si legge su un calzino steso in riviera Ponti Romani. Sullo stesso filo penzolano anche una canottiera, un paio di boxer ed un secondo calzino, che suggerisce la firma dell’autore: Lo Stendiversomio.

Si tratta del rimando ad una pagina Facebook, creata da un 35enne padovano emigrato a Ferrara, che preferisce farsi chiamare Ma Rea. I suoi versi sono appesi davanti al Bo, tra le piazze, in via San Francesco, via XX Settembre, via Roma. Un bucato di poesie che non passa inosservato, e che ha subito conquistato l’attenzione e la simpatia dei passanti.

«Lo stendiversomio» spiega Ma Rea «è una metafora che evoca due parole: stendibiancheria e versuro, che in dialetto veneto indica l'aratro. Attraverso l'utilizzo del versuro, metaforicamente, “rivolto” la mia psiche, facendo emergere emozioni, espressioni ed altre immagini dall'inconscio». L’arte si chiama “Poesia di strada” ed è ispirata ad una forma poetica nata in Messico, nel 1996. L’idea è quella di portare i versi fuori dai luoghi convenzionali. I progetti di Ma Rea sono vere e proprie campagne: ci sono i “cestinamenti”, con adesivi attaccati ai cestini; gli “elegantismi”, che abbelliscono paletti e buche delle lettere con occhiali da sole, cravatte e papillon, ripieni di poesia; poi c’è la collezione «nomenomen», un bucato di versi che ha conquistato anche Padova. Le installazioni sono comparse per la prima volta a maggio scorso, e stanno lentamente conquistando molte città italiane. (s.q.)

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