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I vigili fermano un ricercato

Oggi gli agenti portano agli investigatori il Dna prelevato all’uomo

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LOREGGIA. Colpo gobbo dei vigili della Federazione del Camposampierese. La settimana scorsa, durante un servizio di pattugliamento serale sulle strade, hanno fermato al volante di un’auto un uomo originario dell’Est Europa. Un controllo di routine. Ma quando hanno inserito il suo nome nella banca dati criminale hanno scoperto che era ricercato dalla Questura di Milano per essere sottoposto a un test biologico in relazione a un’indagine per l’omicidio accaduto nella notte tra il 18 e 19 luglio 2013 a Milano. L’uomo è stato accompagnato in Questura a Padova per il prelievo del Dna, che oggi verrà portato a Milano da una pattuglia della Federazione. Dopo il prelievo l’uomo è stato rilasciato.

L’omicidio in cui lo straniero è stato coinvolto, del quale non è indagato, ha scosso l’opinione pubblica milanese per la sua efferatezza. La vittima si chiamava Nicoletta Figini (in foto), aveva 55 anni ed era vedova. Abitava in un elegante appartamento al settimo piano di un palazzo di via Berardino Ramazzini e gestiva un negozio di telefonia sotto casa. I suoi assassini si erano introdotti nell’appartamento forzando le tapparelle di una finestra che si affaccia sul balcone, dove si erano calati con una corda trovata nel terrazzo. Una volta dentro, l’hanno sorpresa a letto, l’hanno picchiata, legata con alcuni vestiti e con un lenzuolo fatto a pezzi e le hanno tappata la bocca con il nastro adesivo. Poi hanno messo a soqquadro le stanze rubando i preziosi e lasciando pezzi di argenteria sparsi sul pavimento. La poveretta è morta soffocata. Durante la difesa disperata, sul corpo della donna sono rimaste le tracce biologiche di tre uomini. Una corrisponde a una persona con un alibi di ferro, le altre sono state confrontate, senza esito, con quelle di tutti gli uomini della cerchia di amici, parenti e conoscenti della vittima. Così gli investigatori hanno pensato di allargare il raggio a possibili autori di furti in casa, rapine o aggressioni. I due Dna sono risultati compatibili con le caratteristiche di maschi di origine balcanica. L’elenco stilato dagli investigatori meneghini contiene una sessantina di nomi di teorici sospettati, ma si potranno confrontare i campioni con quelli dei possibili autori del reato solo man mano che verranno casualmente fermati. Le comparazioni fin qui fatte, tre, non hanno dato risultati utili.

Giusy Andreoli

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