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Straziante addio a Tiziana «Inutile chiedersi perché»

A Taggì di Sopra il funerale della trentaquattrenne magistrato che si è tolta la vita L’amica-sindaco Maria Elena Sinigaglia: nessuno le avrebbe fatto cambiare idea

di Gianni Biasetto
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VILLAFRANCA PADOVANA. «Non dobbiamo sforzarci di cercare per forza il perché dell’incomprensibile gesto compiuto da Tiziana domenica sera. In questo momento di dolore per la mamma Gianfranca, per i fratelli Gianfranco, Silvia e Gabriella, per il marito Luca e per l’intera comunità, l’unica cosa che dobbiamo fare è unirci nella preghiera. Lei ha raggiunto quella pace e quella serenità che negli ultimi tempi quaggiù non riusciva trovare». È il monito di don Paolo Pegoraro all’omelia del funerale della trentaquattrenne Tiziana Nalotto, celebrato ieri mattina nella chiesa dei Santi Cosma e Damiano di Taggì di Sopra, gremita da oltre 500 persone. Il sacerdote aveva conosciuto Tiziana e Luca poco più di un anno fa, in occasione degli incontri di preparazione al matrimonio organizzati dalla parrocchia. Per l’ultimo saluto al giovane magistrato, che dal primo gennaio prossimo avrebbe dovuto prendere servizio come sostituto procuratore al tribunale di Enna, attorno alla bara di legno chiaro con sopra un cuscino di rose bianche si sono stretti i tanti amici e colleghi della facoltà di Giurisprudenza dell’università ma anche avvocati e magistrati come il procuratore veneziano Carlo Nordio, il pm padovano Orietta Canova e alcuni giudici e ispettori del lavoro colleghi del marito di Tiziana, Luca Tumminello. Presenti anche i sindaci di Villafranca Padovana Luciano Salvò, di Rovolon Maria Elena Sinigaglia e di Vo’ Vanessa Trevisan. Tra le corone di fiori davanti all’altare spiccavano quelle degli amici della Classe 1979 di Vo’, dove Tiziana abitava con la mamma Gianfranca e la sorella gemella Gabriella, dei penalisti palermitani e dei colleghi del Mot di Padova. Durante il rito funebre, presieduto da padre Secondo dei Gesuiti di Padova e concelebrato da una dozzina di sacerdoti tra cui il parroco moderatore dell’unità pastorale, don Giuseppe, ci sono stati momenti di grande commozione. Come quando il coro della parrocchia ha intonato “Dolce sentir” con l’accompagnamento del flauto. Toccante alla fine della cerimonia, il messaggio del marito Luca, letto sull’altare da un’amica: «Ora mi guiderai dall’alto, io da quaggiù pregherò per te con tutte le mie forze. Il tuo sorriso, la tua generosità e la tua purezza mi hanno cambiato la vita». Tiziana era una giovane solare, dall’animo sensibile, sempre sorridente ma anche determinata nelle sue decisioni. «Nessuno domenica sera sarebbe riuscito a farle cambiare idea», ha detto nel suo messaggio di commiato l’amica Maria Elena Sinigaglia, sincaco di Rovolon. «La sua decisione dobbiamo accettarla e rispettarla, non tollerava le ingiustizie e le schifezze di questo mondo. Dobbiamo ricordarla per l’energia che metteva nelle cose che ha fatto e non per come ci ha lasciato. Il suo motto era: schiena dritta e avanti controvento». Al termine della messa, il carro funebre si è diretto verso il cimitero di Villafranca, dove Tiziana è stata tumulata nella tomba di famiglia a fianco del papà Nicola, morto nel 2010.

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