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Il “Governo Nasionae” dei venetisti alla sede Onu di Ginevra

Delegazione venetista ammessa al Forum mondiale sui diritti umani: «Primo passo del riconoscimento giuridico internazionale del nostro popolo»

di Francesco Zuanon
1 minuto di lettura

LOREGGIA. «Per la prima volta, il Governo Nasionae Veneto è stato ammesso a partecipare a una conferenza organizzata dall’ufficio delle Nazioni Unite che ha sede a Ginevra. Dall’1 al 3 dicembre scorsi, una nostra delegazione ha partecipato in Svizzera al “Forum on business and human rights” organizzato dall’Onu».

Con soddisfazione e orgoglio Gabriele De Pieri, quarantasettenne di Loreggia, presidente del “Governo Nasionae Veneto del popolo Veneto”, mostra i documenti di partecipazione al convegno dell’Onu sui diritti umani, «primo passo verso il riconoscimento internazionale del nostro popolo. Stiamo procedendo con il nostro percorso», spiega De Pieri, «che è prettamente giuridico, non politico, e ci porterà all’auto-determinazione e al riconoscimento del popolo veneto. Ad oggi abbiamo già raccolto oltre 20.000 adesioni di persone che si sono iscritte all’anagrafe storica del popolo Veneto, dalle nostre terre ma anche da Canada, Stati Uniti, Belgio, Francia, Germania, Istria, Australia».

I veneti, nella sede svizzera dell’Onu, hanno depositato una serie di documenti, tutti rigorosamente in lingua veneta, come la dichiarazione di sovranità e appartenenza del popolo Veneto, l’anagrafe storica, una copia della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo approvata dall’Onu il 10 dicembre 1948 e tradotta in lingua veneta e i documenti personali con l’intestazione della “Confederasion veneta”.

«Abbiamo una nostra carta d’identità, una nostra patente e le nostre targhe: non ci riconosciamo nello stato italiano in base al diritto di autodeterminazione ma al momento non siamo tenuti a rinunciare alla cittadinanza italiana. Subiamo pressioni e boicottaggi informativi, per questo forniamo ogni informazione sul nostro sito www.governonasionaeveneto.org», continua De Pieri. «Quando otterremo il riconoscimento ufficiale da parte dell’Onu», aggiunge, «potremo decidere in libertà quale cittadinanza scegliere, italiana o veneta». Nel frattempo prosegue la campagna di raccolta delle adesioni. «Siamo presenti, ogni fine settimana, in molte piazze del Triveneto con i nostri gazebo per rinformare la gente. È un percorso lungo, che ci porterà a sancire la nostra appartenenza. Non cerchiamo poltrone o visibilità politica, vogliamo che la nostra identità veneta sia riconosciuta», conclude il presidente del Gnv Gabriele De Pieri, mostrando anche una lettera intestata al suo governo, ricevuta dal ministero degli esteri dell’Ecuador.

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