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Parla la mamma del bambino morto nel crossodromo

MONTAGNANA. Emozione in aula di tribunale, ieri, quando sul banco dei testimoni si è seduta la mamma della piccola vittima, che è anche moglie di uno degli imputati. È Silvia Perdoncin, che ha visto...

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MONTAGNANA. Emozione in aula di tribunale, ieri, quando sul banco dei testimoni si è seduta la mamma della piccola vittima, che è anche moglie di uno degli imputati. È Silvia Perdoncin, che ha visto spirare davanti ai suoi occhi il figlioletto Massimialiano Cogo, 7 anni, morto il 2 giugno del 2012 nel crossodromo del Palù a Montagnana, dopo essere stato centrato dalla moto di Carlo Veronese, atleta a due passi dall’arrivo. La donna ha ricordato di essere stata seduta sugli spalti in attesa di assistere alla gara del figlio maggiore Michele, già schierato alla griglia di partenza. Il bimbo, che viveva a Schiavon (Vicenza), era entrato nell’area riservata ad atleti e tecnici dell’organizzazione munito di un pass, insieme a uno degli imputati, Giuseppe Parise, amico del padre (Ruggero Cogo stava accanto al figlio maggiore pronto alla gara). Pure Massimiliano vestiva una tuta da motocross e si confondeva con i piccoli atleti che avevano disputato una gara di mini-motocross. Poi la tragedia. E lei, la mamma, era corsa nell’area dov’era stato investito il suo bambino, raggiunto attraverso il varco riservato ai soccorsi non controllato. Davanti al giudice Alessandro Apostoli Cappello, hanno ricostruito quegli istanti anche il fratello maggiore, Michele Cogo, e altri due piloti presenti. Poi lo psichiatra Giorgio Rizzato ha spiegato di aver seguito i genitori del bimbo, colpiti da un forte stress in seguito al dramma. Sul banco degli imputati sette persone per cooperazione in omicidio colposo a vario titolo: oltre al padre del piccolo (difensore il legale Gianluca Alifuoco), il direttore di gara Enzo Giuseppe Cracco, di Brogliano nel Vicentino (difensore avvocato Giuliano Tiribilli) e il presidente del Motoclub di Montagnana Francesco Loro (difesi da Tiribilli e il collega Mirko Arena); Mauro Pomaro di Ospedaletto Euganeo e Lucindo De Vecchi di San Giovanni Lupatoto, incaricati della sorveglianza (entrambi difesi dall’avvocato Alessandro Osetto); Valentino Scolaro di Pressana, addetto allo schieramento dei piloti; Giuseppe Parise di Sandrigo (avvocati Cristiana Giovagnoni e Anna Fantin) e Carlo Veronese di Monselice (avvocato Andrea Formenton). Si continuerà il 22 dicembre. (cri.gen.)

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