Niente soldi, chiude il museo di geologia a Padova

Dal 7 dicembre stop al Centro di Geologia e Paleontologia di Palazzo Cavalli per carenza di fondi

PADOVA. Aperto esattamente un anno fa grazie a una convenzione tra Università e Comune, oggi rischia di chiudere, e forse per sempre. È il museo di Geologia e Paleontologia di Palazzo Cavalli, alle porte Contarine, nel cuore del centro storico. Sì, perché questa convenzione scadrà il prossimo 7 dicembre e se da una parte c'è l'Ateneo pronto a versare parte dei suoi fondi a sostegno del museo, dall'altra c'è il Comune, che invece sembra che i soldi non li voglia più tirare fuori. Il museo di Palazzo Cavalli dunque non sarà più aperto a partire dal 7 dicembre, e poi chissà.

«È un peccato per l'intera cittadinanza, che visita numerosa il museo, sia a livello di scuole, che di esperti del settore, che di comuni cittadini, e che continua ad esprimere il suo dispiacere nell'apprendere dell'imminente chiusura», spiega rammaricata Mariagabriella Fornasiero, conservatrice del museo. Il museo di Geologia e Paleontologia di Palazzo Cavalli è oltretutto una realtà storica in città, che ha origine nel lontano 1932 grazie alla donazione delle collezioni naturalistiche di Antonio Vallisneri, e che è aperta al pubblico dal 1974. «Per un lungo periodo il museo è stato aperto ad intermittenza, permettendo visite previo appuntamento nei momento di chiusura», ricorda Mariagabriella Fornasiero.

«Grazie all'ultima convenzione tra Università e Comune eravamo riusciti invece a dare finalmente una continuità al museo, offrendo una grossa opportunità alla cittadinanza». La speranza resta quella che Palazzo Cavalli possa perlomeno riaprire al più presto. L'interruzione infatti sembra non essere gradita proprio da nessuno, non solo dai fruitori, ma anche dai numerosi dipendenti della cooperativa “Nuovi spazi”, che si occupano di varie mansioni all'interno del museo, e che probabilmente dal 7 dicembre si troveranno a casa. «L'Università ha grandi progetti per questo museo», spiega entusiasta Mariagabriella Fornasiero. «L'obbiettivo finale sarebbe quello di trasformare Palazzo Cavalli nel nuovo Museo di Storia Naturale, un fra i più importanti poli museali naturalistici italiani, con oltre ai musei di Geologia, Paleontologia e Mineralogia, che già ospita, anche quelli di Antropologia e Zoologia. Ovviamente l'Università da sola non ce la può fare, serve un aiuto da parte delle istituzioni cittadine, che mi auspico sappiano fare quello sforzo necessario a valorizzare l'immenso patrimonio che conserva questo palazzo».

 

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