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Cancellata la pista ciclabile di via Guicciardini: «Strisce tirate nel nulla»

L’assessore Grigoletto “boccia” come pericolosa la striscia di 500 metri in via Guicciardini: «Stop alle piste forzate per le due ruote. Più sicurezza ed educazione stradale»

Elvira Scigliano
2 minuti di lettura

PADOVA. Derubricata dalle mappe la ciclabile in via Guicciardini. Bocciata dall’amministrazione comunale come pericolosa per pedoni e ciclisti, sarà cancellata a breve, appena pronta la delibera dell’assessore Stefano Grigoletto.

La ciclabile è una delle ultime creature dell’ex sindaco Ivo Rossi: 520 metri di lunghezza, 2 metri e mezzo di larghezza e 126 mila euro di costo, in quanto inserita in un progetto più vasto che ne faceva un anello prezioso dell’Arcella a pedali. Tant’è. Per la prima volta, dallo scorso aprile, quando la ciclabile è stata inaugurata, per le due ruote è arrivata una corsia riservata, lunga quattro chilometri, che collega Mortise con Sacro Cuore e Altichiero, passando per il cuore dell’Arcella. Il tratto in via Guicciardini evita l’interruzione in via Macchiavelli e permette di collegarsi sia con la pista che arriva da via Durer sia con via Vianello. Non a caso era già nel master plan (documento di indirizzo della programmazione) delle ciclabili, fra le priorità della precedente amministrazione entro il 2015. Tuttavia una parte del quartiere non ha mai digerito questo lavoro.

Tanto da puntare il dito sui 500 metri della discordia: riducono a spezzatino una carreggiata fino a oggi comoda e sicura – tuonavano - visto che delle due corsie di ieri, una è diventata a doppio senso di marcia, l’altra è riservata a parcheggi, cassonetti e ciclabile. Le auto parcheggiate mettono a rischio i ciclisti e le due ruote finiscono per passare lungo la strada perché, se uno apre la portiera, finisce per colpire il malcapitato. A disciplinare pro e contro la filosofia dell’assessore alla Mobilità, Stefano Grigoletto, che si fonda su due principi: sicurezza e armonia.

«La ciclabile di via Guicciardini non è l’unica insicura della città», spiega, «spesso le piste sono state realizzate tirando una riga nel nulla. Metteremo mano alle ciclabili forzate, realizzate anche dove era pericoloso. Al contrario sto pensando a percorsi privilegiati, magari con qualche metro in più, ma a vantaggio della sicurezza. Non è detto che questo percorso debba coincidere con quello delle automobili. La mia sfida da assessore, è l’equilibrio. Se, invece che in via Facciolati, la ciclabile passasse in via Crescini, cosa cambierebbe? Se rivedessimo via Pelosa, che è stata più una scelta politica di pochi, non sarebbe in nome della sicurezza? Una ciclabile sicura è quella che stiamo contribuendo a finanziare da Ponte di Brenta alla Stanga: rialzata e protetta. Inoltre bisogna tener conto che il mercato delle auto sta cambiando: il 18% delle immatricolazioni quest’anno sono state auto a gas, a metano ed elettriche, dunque non inquinanti ma pur sempre bisognose di parcheggi. Del resto anche le bici dovrebbero fare un po’ di educazione stradale: basti pensare che la maggior parte sono invisibili, senza faro davanti e dietro. All’Arcella, riguardo via Guicciardini, lo dice mezzo quartiere. Infatti è uno dei punti emersi con più forza dall’incontro con il sindaco».

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