Inaugurazione sotto la pioggia per il nuovo ospedale Padova Sud

Dodici anni di gestazione, quattro e mezzo di cantiere e infine l’inaugurazione. Aperto il polo sanitario unico della Bassa dell'Ulss 17. Servirà l'area di Este e Monselice ed è dedicato a Madre Teresa di Calcutta

ESTE. Dodici anni di gestazione, quattro e mezzo di cantiere e infine, oggi, l’inaugurazione. Si svela questa mattina il nuovo ospedale di Schiavonia, il polo sanitario unico dell’Usl 17, opera da 165 milioni di euro che servirà i 185 mila abitanti dei 46 comuni della Bassa Padovana.

L’inaugurazione. La cerimonia è fissata per le 11. È certa la presenza del governatore veneto Luca Zaia, così come del presidente provinciale Enoch Soranzo e dei sindaci dei Comuni del bacino d’utenza dell’Usl 17, che si sono dati appuntamento alle 10.15 in autostazione a Monselice per raggiungere Schiavonia a bordo di un autobus pubblico. Durante la cerimonia ci sarà la benedizione della struttura da parte dell’arcivescovo di Padova, monsignor Antonio Mattiazzo. L’evento inaugurale, a detta dell’Azienda sanitaria, dovrebbe durare circa un’ora e non prevede particolari celebrazioni. Le ditte occupate nel cantiere, tuttavia, offriranno ai presenti un buffet. All’inaugurazione, aperta al pubblico, non parteciperanno i dipendenti dell’Usl 17, che oggi saranno regolarmente al lavoro.

Piove dentro la grande hall. Ma l'inaugurazione sotto la pioggia svela anche qualche problema tecnico della nuova struttura, realizzata in tempi "quasi" record e ultimata dall'impresa in grande fretta per permetterne l'inaugurazione a inizio novembre. Nella grande hall l'acqua penetra dai vetri e dal bordo della struttura, come mostra il video qui sotto.

"In relazione all’infiltrazione d’acqua verificatasi oggi nell’androne del nuovo ospedale, l’Ulss 17 precisa che si tratta di un punto isolato, dovuto ad un problema ad una guarnizione che sarà sostituita quanto prima. Poiché durante i collaudi e nelle settimane precedenti non c’era stato alcun problema, si ritiene che la guarnizione sia stata danneggiata durante le pulizie della volta. All’esterno dell’ospedale, sarà inoltre verificata e corretta la pendenza di una mezza dozzina di mattonelle del porticato in corrispondenza di una delle uscite di emergenze, dove oggi si è creata una pozzanghera", scrive l'Ulss in una nota.

Il nome. Svelato il nuovo nome dell'ospedale di Schiavonia. Si chiamerà, a sorpresa,  Ospedali riuniti Padova Sud "Madre Teresa di Calcutta". L'annuncio è stato dato dal governatore Luca Zaia: ignorato completamente il risultato del sondaggio sia dell'Ulss17 (dove il nome Madre Teresa di Calcutta non era stato considerato) nè quello del mattino dove aveva trionfato il nome "Euganeo".

Zaia: "No a una sanità per i ricchi e una per i poveri". «Ha ragione il vescovo di Padova, monsignor Mattiazzo: non deve esistere, e non esiste nel Veneto, una sanità per i ricchi e una per i poveri". A sostenerlo, inaugurando il nuovo ospedale della Bassa Padovana, a Monselice, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. "Questo ospedale", ha aggiunto il governatore, "testimonia che la sanità veneta è di altissima qualità a e che a mette al primo posto sempre cittadini. I soldi per realizzarlo sono tasse dei veneti spesi bene, per questo siamo la regione numero uno in Italia e un sicuro punto di riferimento", ha concluso.

Zaia: "Il 18 decideremo sull'ospedale di Padova".  «Ho riconvocato il tavolo per il nuovo ospedale di
Padova per il 18 novembre e in quell'occasione nel bene o nel male si concluderà». Così il governatore del Veneto Luca Zaia, a margine dell'inaugurazione del nuovo ospedale 'Madre Teresa di Calcuttà di Este (
Padova). «Quel giorno arriveranno le relazioni relative all'area decisa dal Comune - ha detto - e in base a queste si deciderà in una direzione o nell'altra. Adesso il tavolo è tecnico quindi se il sito è ok ci sarà l'ospedale altrimenti no, non c'è altro da discutere. Il 18 sarà la 'deadlinè per il sì o per il no perchè noi non possiamo più attendere. Faremo questa ulteriore analisi tecnica doverosa e dopo si va avanti»

La storia. Nasce nel 2002 l’idea di realizzare un unico ospedale che concentri l’attività dei quattro stabilimenti dell’Usl 17 a Monselice, Este, Montagnana e Conselve. Il dialogo nasce e si sviluppa con gli allora sindaci Fabio Conte, Vanni Mengotto, Giuseppe Mossa e Luciano Sguotti. Nel 2005 la Regione conferma la bontà dell’iniziativa e inserisce l’intervento nel piano decennale delle opere strategiche regionali, andando poi ad approvare il progetto definitivo il 2 dicembre 2008. Dopo due anni e mezzo, il 24 marzo 2010, arriva la posa della prima pietra nel cantiere di via Albere, in territorio comunale di Monselice, alla presenza dell’allora governatore Giancarlo Galan. I lavori sono affidati a un pool di imprese capeggiato dalla Sacaim di Venezia (uscita però di scena nell’ottobre 2012 per il commissariamento dell’azienda), che comprende la Carron cav. Angelo di Treviso, la Gemmo di Vicenza e la Siram di Milano. La progettazione è invece del raggruppamento con a capo la Net Engineering di Padova. I lavori, che nei picchi di attività hanno visto impegnati quotidianamente 450 fra operai e tecnici, sono durati 55 mesi e mezzo.

Il project financing. L’ospedale di Schiavonia è stato realizzato dalla Regione in project financing, si tratta quindi di un intervento del privato (e delle sue risorse) per realizzare un’opera di natura pubblica. La nuova struttura è costata 165 milioni di euro: 86,5 milioni sono soldi pubblici, 15 arrivano da un fondo di rotazione regionale e il resto ce l’ha messo il privato che si è aggiudicato la concessione per costruire e gestire l’ospedale su progetto dell’Usl 17. Il privato, secondo un piano che durerà 26 anni, recupererà il proprio investimento attraverso la gestione dei servizi non strategici (dalla lavanderia al servizio mensa e ai negozi attivi in ospedale), il pagamento di un canone di noleggio per le attrezzature e di un canone di disponibilità. Realtà, queste, non legate alla sfera sanitaria – che resta di assoluta competenza dell’Usl 17 – e che da tempo risultano già esternalizzate. Ad aggiudicarsi la concessione di costruzione e gestione del polo unico è stata la Euganea Sanità Spa, società che vede la partecipazione al 40,5% da Fondaco-Ppi Italia, al 39,75% da Gemmo spa, al 9,75% da Consorzio Cooperative Costruzioni (subentrato a Sacaim), al 9% da Sinloc e all’1% da altre società di ingegneria.

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