La ricerca al Bo: per lettere, mail o sms rispondiamo tutti allo stesso modo

Ricercatori padovani adottano nuovo “orologio” per misurare il tempo della comunicazione. La ricerca pubblicata sulla prestigiosa rivista internazionale «Physical Review»

PADOVA. Il comportamento degli esseri umani presenta, almeno per quanto riguarda l’ambito della comunicazione scritta, sorprendenti regolarità. Questo è quanto emerge da una ricerca, in questi giorni in pubblicazione su «Physical Review E», dal titolo Hidden scaling patterns and universality in written communication, condotta da quattro ricercatori di tre diversi dipartimenti dell’Università di Padova. Gli studi che avevano affrontato in precedenza i tempi nella corrispondenza cartacea (le lettere, ad esempio, negli epistolari di scienziati eminenti quali Einstein, Darwin e altri) avevano rilevato somiglianze nei tempi di risposta, ma anche grandi differenze, nel confronto con la corrispondenza più in uso ai giorni nostri, ovvero e-mail ed sms.

«Abbiamo adottato un nuovo “orologio” per misurare le statistiche derivate dai dati sulla corrispondenza – spiega il prof. Giovanni Zanzotto, che fa parte del gruppo di ricercatori coinvolti nel lavoro –, un cronometro che invece che misurare il tempo standard, scandisce il tempo in base all’attività e alle pause individuali (in base, insomma, alle cose che facciamo), che sono caratteristiche specifiche di ogni persona. Questo nuovo metodo ha rivelato una profonda universalità nei modi di azione, indipendentemente dal mezzo usato per comunicare, che sta alla base di tutte le interazioni scritte che abbiamo esaminato».

I ricercatori hanno dimostrato come individui che scrivono in modi apparentemente molto diversi reagiscano invece in modo del tutto simile, manifestando una forma nascosta di regolarità che finora era rimasta sconosciuta nell’attività umana, passata e presente. Lo studio aiuta a chiarire la dinamica della corrispondenza scritta, ma, in generale, questa potrebbe essere rappresentativa anche della dinamica della più ampia rete delle interazioni umane. Questi nuovi metodi di misurazione potrebbero presumibilmente essere applicati infatti nello studio di altri ambiti di interazione tra esseri umani, quali il commercio, la gestione delle risorse o la determinazione di prezzi ottimali per beni e servizi. Più in generale, la nuova proposta potrebbe anche essere usata per evidenziare regolarità comportamentali nascoste anche nelle interazioni in sistemi non umani, quali animali o piante nei loro ecosistemi, o computer e altri apparecchi elettronici connessi nelle loro reti.

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