Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Tutti contrari alla riduzione dei Gruppi d’azione locale

CAMPAGNA LUPIA. Lo sviluppo dei territori veneti passa dai Gruppi di azione locale che possono essere lo strumento di sviluppo delle aree rurali integrando i differenti fondi comunitari previsti per...

CAMPAGNA LUPIA. Lo sviluppo dei territori veneti passa dai Gruppi di azione locale che possono essere lo strumento di sviluppo delle aree rurali integrando i differenti fondi comunitari previsti per la programmazione 2014/2020. Cancellarli sarebbe un errore e rappresenterebbe un passo indietro rispetto all’Europa. Questo in sintesi è quanto emerso nell’incontro tra i soci pubblici e privati dei quattordici Gal del Veneto che era stato convocato per fare il punto sul presente e sul futuro di ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti con meter e loggati

Paywall per contenuti senza meter

CAMPAGNA LUPIA. Lo sviluppo dei territori veneti passa dai Gruppi di azione locale che possono essere lo strumento di sviluppo delle aree rurali integrando i differenti fondi comunitari previsti per la programmazione 2014/2020. Cancellarli sarebbe un errore e rappresenterebbe un passo indietro rispetto all’Europa. Questo in sintesi è quanto emerso nell’incontro tra i soci pubblici e privati dei quattordici Gal del Veneto che era stato convocato per fare il punto sul presente e sul futuro di queste associazioni capaci di convogliare e canalizzare i finanziamenti europei sul territorio locale. Tra questi c’è anche l’“Antico Dogado” (che comprende i comuni padovani di Arzergrande, Bovolenta, Candiana, Codevigo, Correzzola, Pontelongo e Terrassa Padovana) e che ora rischia di scomparire. Nella programmazione 2007/13 i Gal veneti hanno sostenuto progetti per 180 milioni di euro, cofinanziati per circa 100 milioni. A fronte di 2.100 domande pervenute, ben 1.500 sono state quelle ammesse a finanziamento. Nonostante questi numeri il futuro è però incerto: la Regione ha palesato la volontà di dimezzare i Gal e la percentuale dei fondi a essi dedicata. Per il prossimo settennato, infatti, dei quattordici Gal che oggi rappresentano 378 comuni e il 71% del territorio veneto, ne rimarrebbero soltanto otto (quelli di montagna e del Polesine). L’incontro ha invece sottolineato come tutti i Gal siano stati protagonisti negli ultimi anni dello sviluppo rurale, non solamente finanziando attraverso i bandi le aziende agricole, ma sostenendo anche la valorizzazione turistica e il recupero del patrimonio storico, architettonico e culturale dei territori in cui operano, attuando una strategia integrata e di sistema volta ad accrescere la qualità della vita e le opportunità economiche di tutti quelli che vivono nelle aree rurali. Ridimensionare questa realtà potrebbe significare non coglie l’ennesima opportunità di rendere i territori più responsabili e gli investimenti più efficaci, oltre che perdere un interlocutore che ha dimostrato la capacità di promuovere il dialogo tra pubblico e privato per favorire interventi di sviluppo integrato.

Alessandro Cesarato