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Socievole, educato: un insospettabile

Incredulità e sgomento. Sono i sentimenti che in queste ore si rincorrono a Grantorto, il comune dell'Alta Padovana dove 15 anni fa si era trasferita la famiglia Muzzin. «È da circa un anno che Samir...

Incredulità e sgomento. Sono i sentimenti che in queste ore si rincorrono a Grantorto, il comune dell'Alta Padovana dove 15 anni fa si era trasferita la famiglia Muzzin. «È da circa un anno che Samir non frequenta il nostro bar, ma abbiamo ancora un ricordo molto positivo di lui: un ragazzo educato, gentile e sempre sorridente. È veramente difficile immaginare che possa essere diventato un assassino».

Le parole sono di una barista del centro del paese: la notizia dell'arresto del giovane, c ...

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Incredulità e sgomento. Sono i sentimenti che in queste ore si rincorrono a Grantorto, il comune dell'Alta Padovana dove 15 anni fa si era trasferita la famiglia Muzzin. «È da circa un anno che Samir non frequenta il nostro bar, ma abbiamo ancora un ricordo molto positivo di lui: un ragazzo educato, gentile e sempre sorridente. È veramente difficile immaginare che possa essere diventato un assassino».

Le parole sono di una barista del centro del paese: la notizia dell'arresto del giovane, che per diverso tempo è stato anche suo cliente, hanno lasciato esterrefatta l’esercente.

Samir Muzzin è nato a Tivoli, in provincia di Roma. La sua famiglia è abbastanza conosciuta in paese: il papà Emilio Muzzin, 69 anni, originario di Roma, ora è in pensione, ma ha lavorato come custode alla Orv di Grantorto.

Nel 1993 l'uomo ha sposato Najia Kenny, 59 anni, originaria del Marocco. Dalla loro relazione sono nati Karim, 30 anni, e Sarim, che a novembre compirà 25 anni.

«La mamma di Sarim fa la casalinga», continua la barista, «è una brava persona, so che per sbarcare il lunario lavora come donna della pulizie».

Sarim, da parte sua, è un giovane al di sopra di ogni sospetto: «In paese circolava la voce che avesse avuto qualche problema con la giustizia a causa della droga, ma non aveva mai dato fastidio a nessuno. Era stato anche assunto come operaio con un contratto di tre anni, ma ho saputo che si è licenziato poco dopo. Sembra impossibile che abbia potuto ammazzare una persona: mi auguro in quel momento fosse sotto l'effetto di qualche sostanza stupefacente, perché da lucido non ne sarebbe stato capace».

Silvia Bergamin