Il dipendente è in malattia ma gioca a calcio la domenica

CORREZZOLA. Troppo infortunato per tornare al lavoro durante la settimana, ma evidentemente non così tanto da non riuscire a giocare a calcio. Una storia assurda, che testimonia come il sistema possa...

CORREZZOLA. Troppo infortunato per tornare al lavoro durante la settimana, ma evidentemente non così tanto da non riuscire a giocare a calcio. Una storia assurda, che testimonia come il sistema possa fare acqua da tutte le parti. Ne sono convinti i fratelli Maurizio e Simone Torin, titolari della storica ditta di abbigliamento sportivo "Piemme" di via Vanezza, che tutti i lunedì ricevono puntualmente, rigorosamente via fax, i certificati medici di prolungamento della malattia di un loro dipendente, con contratto a tempo indeterminato, assente dal lavoro da quasi due mesi. Niente di strano se non fosse che l’interessato - un trentenne straniero, attualmente residente a Piove di Sacco - la domenica poi scende tranquillamente e regolarmente in campo, distinte di gara alla mano, con una squadra di calcio che partecipa al campionato Figc di terza categoria del padovano. Il trentenne all’inizio di febbraio aveva di punto in bianco abbandonato il posto di lavoro perché contrariato per una busta paga troppo magra. «Nonostante avesse esaurito le ferie», precisano i fratelli Torin, «era comunque partito per il suo paese, dove è rimasto quasi un mese». Da quel momento neppure una telefonata. Solo certificati medici, anche retroattivi, prima rilasciati dal pronto soccorso e poi da studi medici sempre diversi, per un infortunio al ginocchio, poi alla schiena e alla fine a una caviglia. Se non bastasse, le prime due visite fiscali dell'Inps richieste dai titolari sono andate a vuoto. «Quando nei giorni scorsi l’hanno finalmente rintracciato», raccontano i Torin, «il medico di turno, incaricato dall'Inps di visitarlo, gli ha prolungato i giorni di malattia, dichiarandolo incapace al lavoro. Il certificato è arrivato da uno studio medico dove opera un dentista e il ragazzo la sera stessa è stato fotografato mentre giocava in un torneo di calcio a 5 a Maserà». A nulla sino ad oggi sono servite le segnalazioni all’Inps per una più seria valutazione della situazione. «Ci troviamo davanti a una situazione paradossale», dicono i due, «a spese non solo della nostra azienda ma anche di tutta la collettività».

(Alessandro Cesarato)

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