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La sottosegretaria Borletti: «Cappella Scrovegni in buono stato»

Il sopralluogo dell’esponente del governo a Padova per la due giorni dedicata a Giotto: «Nessun restauro, pericoloso alterare questo equilibrio»

di Luca Preziusi
2 minuti di lettura

PADOVA. «Toccare questo equilibrio sarebbe un errore enorme». È il sottosegretario ai Beni culturali Ilaria Borletti Buitoni, ospite ieri a Padova del convegno “

Giotto e il suo messaggio” a spazzare il campo dalle polemiche sulla Cappella degli Scrovegni. «Non sono un tecnico» ha aggiunto il sottosegretario che ha effettuato un sopralluogo ad affreschi e cripta in compagnia del sindaco Ivo Rossi e dell’assessore alla Cultura Andrea Colasio «e non mi metto a fare o alimentare politiche in un luogo di cui si prendono cura studiosi ed esperti eccellenti. Se deve esserci un confronto deve svolgersi tra persone che ne hanno le competenze perché è ora di finirla con questi giochi televisivi». Fare polemica, ha rincarato la dose la Borletti, «non fa affatto bene a Giotto» riferendosi, in particolare, alle dure accuse di abbandono e incuria lanciate dal palco a gennaio scorso dall’attore Dario Fo durante il suo spettacolo a Padova. «Credo che

Giotto sia in mani sicure» ha ribadito l’esponente del governo di Scelta Civica. «Capisco che sia un bene che può avere necessità d’intervento ma sono convinta che ad occuparsene debbano essere i nostri eccellenti uffici di restauro che sono impegnati nel mantenimento del bene. Il ministero non farà mai qualcosa che vada verso un percorso di non conservazione». Nel giorno dell’anniversario della consacrazione della Cappella degli Scrovegni (25 marzo 1305) il sottosegretario dopo il suo intervento al convegno in programma al Bo ha visitato il ciclo di affreschi e la cripta per rendersi conto delle eventuali criticità, oggetto di discussioni ormai da anni per lo stato di conservazione. Accompagnata, come detto, dal direttore regionale per i beni culturali del Veneto Ugo Soragni, dal sindaco Ivo Rossi, dall’assessore alla Cultura Andrea Colasio, da quello all’Edilizia monumentale Luisa Boldrin e dallo storico dell’arte e consigliere comunale, Giuliano Pisani, la Borletti Buitoni ha seguito attentamente le annotazioni tecnico artistiche di Soragni e dei tecnici portati dall’assessore alla Cultura. Proprio Colasio, spalleggiato da Giuliano Pisani ha invece alimentato la polemica su

Giotto, puntando il dito contro il sindaco Rossi e il “suo” convegno: «Sono felice che il sottosegretario abbia visto di persona la cripta perché il convegno è assolutamente inutile per come è stato pensato. Un meeting in cui non si parla di criticità e dove non ci sono ospiti che si confrontino diventa una buffonata. Era stato pensato per affrontare il problema ed è diventato campagna elettorale». «Non può essere organizzato un convegno di questo livello senza contraddittorio» ha aggiunto Pisani. Sulla polemica si è soffermato anche il rettore dell’Università, Giuseppe Zaccaria: «Per discutere del bene comune e di un bene dell’umanità come la Cappella degli Scrovegni, dobbiamo essere disposti ad allontanarci dalla nostra personale visione della conservazione per poter scorgere le ragioni degli altri, seguirne i percorsi di ricerca e le articolazioni del pensiero, abbandonando i toni da talk-show cui ci hanno purtroppo ormai abituato programmi televisivi e condivisioni di blog:

Giotto non merita questo e non lo meritano le nostre istituzioni». Oggi, intanto, la chiusura del convegno. Oltre a restauro e conservazione, nel pomeriggio sarà affrontato il tema dell’edificio e del suo ambiente. Con aggiornamenti sugli aspetti geotecnici del sottosuolo dell’area della Cappella, su quelli strutturali e sulla situazione idrogeologica dell’area Scrovegni.

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