Ghedini presenta il ricorso: «Nessuna prova di sesso tra Silvio e Ruby»

L’avvocato di Berlusconi presenta il ricorso al tribunale di Padova che poi dovrà trasmetterlo a Milano. Chiesta l’assoluzione del Cavaliere: «Solo gesti di liberalità»

PADOVA. Non c'è prova che Silvio Berlusconi abbia compiuto atti sessuali a pagamento con Ruby. È quanto in sintesi si sostiene nei motivi di appello depositati questa mattina nella cancelleria penale del Tribunale di Padova e con i quali gli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo chiedono l'assoluzione piena del Cavaliere, imputato per la vicenda con al centro la giovane marocchina.

Nel ricorso, che nei prossimi giorni sarà trasmesso a Milano, si sottolinea che Karima El Marough ha sempre negato di aver fatto sesso, men che meno a pagamento, con l'ex premier. E proprio le affermazioni della ragazza sono uno dei punti cardine che hanno portato la difesa a sostenere che manca il presupposto per la sussistenza di entrambi i reati contestati, e cioè la concussione per costrizione e la prostituzione minorile in relazione all'ipotesi del compimento di atti sessuali con minorenne (art. 600 bis, comma 2 c.p.).

Nel ricorso, poi, si ribadisce che il denaro versato dall'ex capo del Governo a Ruby era avvenuto a titolo di aiuto economico, come un gesto di «liberalità».

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