Cogeneratore, 13 milioni sprecati

Esposto in Procura del Moraro e del M5S sull’impianto di Conselve, pronto dal 2008 e mai utilizzato

CONSELVE. Uno spreco da 13 milioni di euro, un investimento in nome delle energie rinnovabili che ha prodotto solo danni e che ha bruciato una montagna di denaro pubblico.

È l’avventura del cogeneratore ad olio vegetale, un impianto mai entrato in funzione, costruito dall’allora Cosecon in via della Tecnica e ora protagonista dell’esposto per danno erariale alla Procura della Repubblica presentato nei giorni scorsi dall’associazione “Il Moraro” di Bagnoli e dal Movimento 5 Stelle di Conselve. «Chiediamo alla magistratura» spiegano Diego Boscarolo dell’associazione e Luca Martinello del M5S «di verificare la correttezza di comportamenti, atti, decisioni tenuti dagli amministratori dei Comuni di Conselve e Tribano, della Regione Veneto, del comitato di controllo Docup Obiettivo 2, delle società Cosecon e Attiva Spa».

Il documento ricostruisce i passaggi che hanno portato alla costruzione del cogeneratore e le successive traversie. Dettagliato anche l’elenco delle voci di spesa: 2 milioni e 255 mila euro per l’immobile, 39 mila per l’impianto elettrico, 7,3 milioni per l’impianto meccanico della centrale, 1,7 milioni per l’acquisto del terreno da parte di E1 energia Srl, controllata di Cosecon, 893 mila euro per l’ultimazione dell’ impianto elettrico e dell’impianto meccanico; 800 mila euro per spese di progettazione, sicurezza, valutazione d’impatto ambientale.

«Questa voce di spesa» affermano Martinello e Boscarolo «è contenuta nel quadro economico allegato al progetto definitivo del 2006 ma nel 2010 Attiva comunicava alla regione che “per temporanee difficoltà finanziarie non è stato possibile rendicontare entro il termine ultimo del 30 giugno 2010 l’intera spesa prevista, ma solo 4 milioni 789 mila euro sugli 8,8 milioni previsti».

La Regione Veneto ha assegnato contributi comunitari per 2 milioni e 80 mila euro. Attiva ha in più riprese cercato, invano, di affittare la nuova centrale e la rete di teleriscaldamento non è stata realizzata. Nel bilancio 2012 la società provvede alla svalutazione dell’impianto per oltre 7 milioni di euro».

Di tutto questo si parlerà nell’incontro pubblico di martedì sera in sala Dante.

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