Nozze d’oro e di diamante Festa per ottocento sposi

Innamorati sotto le bombe o protagonisti del boom economico anni Sessanta Ivo Rossi: «Siete un esempio per la città». Coppie in coda per la foto con il sindaco

Ventimila giorni insieme trascorsi in un lampo con un po' di pazienza e molto amore. È questo il segreto delle coppie che ieri mattina si sono date appuntamento agli impianti del Plebiscito per celebrare insieme le nozze d'oro e di diamante, rispettivamente 50 e 60 anni. Una ricorrenza che il Comune di Padova valorizza ogni anno con una festa presentata da Micaela Faggiani. Nonostante la pioggia sono 800 le coppie che ieri mattina si sono presentate all'appuntamento indossando il completo delle feste e portando al dito con orgoglio quella fede indossata per la prima volta tanti anni fa. Le abbiamo incontrate, facendoci raccontare le storie di chi si è detto Sì nel 1953 e nel 1963.

Sessanta anni fa l'Italia si stava rialzando da una guerra che l'aveva segnata nel profondo. Severino e Rosa Schiavon si incontrano a San Gregorio, dove lei abita con la famiglia. Lui, nato in via Squarcione nel 1926, è costretto a dormire lontano dal centro città: è uno sfollato e si accomoda nel granaio. «Ci siamo conosciuti così, sotto le bombe» spiega Rosa, 87 anni, «e dopo qualche anno ci siamo sposati. In Comune pensavano fossimo imparentati perché abbiamo lo stesso cognome e i nostri padri si chiamavano con lo stesso nome. Poi si è risolto tutto». Festeggiano le nozze di diamante anche Iole Zoccarato e Paolo Gottardo, fratello maggiore dell'ex sindaco Settimo. Insieme hanno visto la città cambiare. «In meglio» assicurano, «peccato solo per le riviere tombinate. Era bello fare delle passeggiate».

Durante la mattina alle coppie è stata regalata una pergamena celebrativa e un volume curato dalla giornalista Cristina Sartori con i momenti più salienti degli anni in cui si sono celebrati i matrimoni. Dagli esordi della televisione all'incoronazione della regina Elisabetta, l'evento che i coniugi Turatello ricordano meglio è la fiera di Milano del ’53. «Ci eravamo appena sposati e siamo andati in viaggio di nozze nel capoluogo lombardo» spiegano Marino Turatello, 86 anni passati a lavorare nell'illuminazione pubblica, e Pierina Mengato, 83 anni, «ci siamo arrivati in autobus e avevamo appuntamento con un nostro amico sotto la galleria vicino al Duomo. Ma ha avuto un contrattempo e non si è presentato. Tutti gli alberghi erano pieni per la fiera ma un tassista ci ha aiutati a trovare una stanza. I letti, però, erano divisi. Abbiamo passato così la prima notte di nozze».

Dieci anni dopo l'Italia è nel pieno del boom economico. «Padova è cambiata tanto» spiegano Fidenzio Schiavon e Alberta Moratto, che si sono sposati 50 anni fa. «Speriamo di tornare a quei tempi, c'era più serenità e speranza per il futuro e per i nostri ragazzi» aggiunge Annamaria Gastaldello, moglie di Lino Ferro. «L'inizio in questa città è stato tremendo» ricorda Giuseppe Cefaliello. È arrivato da Napoli con la moglie, Maria Cristina Caiazzo, per cercare lavoro. Ha trovato a San Carlo un'accoglienza inizialmente un po' fredda ma con il tempo è diventato un arcellano doc.

«Queste coppie hanno ricostruito l'Italia» ha spiegato Ivo Rossi nel suo discorso dal palco, «e hanno onorato la loro promessa per oltre mezzo secolo. Sono un esempio per tutti i padovani». Un attestato di stima che le coppie presenti ieri mattina hanno ricambiato con affetto: gli “sposini” si sono messi pazientemente in coda per poter fare la foto accanto alla fascia tricolore.

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