C’è anche un po’ di ricerca padovana nel Nobel per la Medicina 2013

Il riconoscimento assegnato a due biologi americani e un tedesco. Ma anche Cesare Montecucco, ordinario del Bo, aveva scoperto tre proteine chiave per quella ricerca

PADOVA. C'è anche un pizzico di ricerca italiana nel Nobel per la Medicina 2013: la bibliografia che accompagna le motivazioni del Nobel a James Rothman, Randy Schekman e Thomas Sudhof. «È un Nobel molto ben dato e naturalmente essere citati nella bibliografia ci fa molto piacere. Siamo stati lì lì ... ma sappiamo che molte delle scoperte nella medicina nascono dal contributo di molto laboratori», ha detto Cesare Montecucco, dell'Istituto di Neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e dell'università di Padova.

«Per noi le cellule sono come delle cittadelle medioevali, chiuse da una cinta di mura e con un vivacissimo traffico fra esterno e interno», spiega Montecucco. Nel 1992, ossia un anno prima della pubblicazione della ricerca di Rothman, ha pubblicato la scoperta di tre proteine chiave: «si trovano sulla vescicole che, come dei camion, trasportano le sostanze utili fuori dalle cellule», prosegue il ricercatore. Si chiamano Vamp, Snap-25 e Sintaxina e si trovano nella parte interna delle «mura», ossia all'interno della membrana cellulare.

«Lavorando sulle tossine responsabili di tetano e botulismo abbiamo scoperto - spiega - il modo in cui rilasciano il neurotrasmettitore all'esterno della cellula per attivare i muscoli». Per questa scoperta nel 2011 il gruppo di Montecucco ha ricevuto il premio Paul Ehrlich, considerato il Nobel europeo per la Medicina. I meccanismi che regolano il traffico all'interno delle cellule, prosegue l'esperto, «sono fondamentali per importantissime funzioni. Senza di questi non potremmo neppure respirare». Ricerche come quelle premiate con il Nobel, conclude, hanno aperto la strada per studiare altre proteine coinvolte in malattie neurodegenerative o comportamentali, come la schizofrenia. «Per questo - conclude Montecucco - è molto importante continuare a studiarle»

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