Manette all’ex socio della Gs scaffalature per furti di yacht

Sergio Bolognino accusato di far parte di un’organizzazione che rubava barche di lusso e poi le rivendeva all’estero

GALLIERA VENETA. Era entrato nella GS Scaffalature che attraversava una fase di crisi e il deputato Alessandro Naccarato, in un’interrogazione parlamentare, aveva acceso la spia: «C'è il rischio di infiltrazioni mafiose». Il diretto interessato si era difeso: «Non siamo criminali». Ieri è stato arrestato a Bassano del Grappa, gli viene contestato il furto di barche di lusso. Sergio Bolognino, 44 anni, con precedenti per reati contro il patrimonio e stupefacenti, è finito nel mirino delle forze dell'ordine con altre sei persone nell'ambito dell’operazione “Kasioca” condotta contro presunti ladri di yacht di lusso; gli arresti sono scattati in varie province italiane su disposizione del gip di Genova. Si è mossa la polizia del capoluogo ligure coordinata dal procuratore aggiunto Vincenzo Scolastico con il supporto dello Sco, Servizio per la collaborazione internazionale di polizia e delle squadre Mobili di Roma, Milano, Foggia e personale del Commissariato di Civitavecchia e Bassano del Grappa. L’indagine ha avuto inizio a Genova a seguito del furto, l’1 aprile 2012, di un lussuoso yacht da crociera di 36 metri, il Kasioca, di proprietà di una società di leasing per il noleggio. L’organizzazione si avvaleva di fiancheggiatori e persone che in Italia erano in grado di fornire informazioni sulle imbarcazioni da rubare lasciando al gruppo criminale l’organizzazione del furto e del viaggio delle barche in località straniere ove sarebbe stato difficile ritrovarle. Venivano quindi assoldati equipaggi compiacenti e le barche portate all’estero. L’associazione, particolarmente ramificata sul territorio italiano e all’estero, utilizzava basi logistiche e operative e poteva avvalersi di una ingente disponibilità di denaro, spesso utilizzata per pagare l’equipaggio che trasferiva le imbarcazioni al di là del Bosforo. A Sergio Bolognino e Sergio Buttarelli, sorpresi all’aeroporto di Treviso mentre rientravano da un viaggio all’estero il 2 maggio 2012, è stata sequestrata la somma di 200 mila euro che, secondo gli inquirenti, dovrebbe essere il provento del riciclaggio dell’imbarcazione Life per la quale l’organizzazione straniera ha versato circa 800 mila euro.

Sergio Bolognino e suo fratello, il 2 aprile scorso, vennero alle mani con Maria Giovanna Santolini e Stefano Venturin, due trevigiani impegnati nel salvataggio della Gs Scaffalature.

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