Rachele, un viaggio lungo 17 mesi

Partita zaino in spalla con il fidanzato ungherese, ha toccato altrettanti Paesi

PIOVE DI SACCO. Il sogno di una vita, quello di Rachele Cervaro, era il giro del mondo. Ha iniziato con una prima, corposa tranche, viaggiando diciassette mesi ininterrotti, toccando altrettanti stati. Impiegata commerciale, 33 anni, Rachele si era trasferita da Piove a Barcellona per lavoro. In valigia aveva portato il suo sogno e nella città spagnola ha conosciuto quello che è diventato il suo fidanzato, Gabor Kovacs, ungherese, con cui ha potuto realizzarlo.

«Ci siamo conosciuti frequentando il gruppo di Couch surfing» racconta Rachele, «che nasce da una rete di contatti in internet per l’interscambio di ospitalità per chi desidera viaggiare. Non si tratta di un modo per risparmiare» precisa la ragazza, «ma per conoscere da vicino la cultura del luogo che si visita. Sia io che Gabor, che è ricercatore universitario in Chimica quantistica, da anni mettevamo da parte i nostri risparmi per un viaggio intorno al mondo. Abbiamo deciso di partire insieme, “approfittando” della crisi del lavoro: entrambi i nostri contratti erano scaduti. L’organizzazione del viaggio è durata quasi un anno. Siamo stati in Argentina, Cile, Uruguay, Brasile, Perù e Bolivia in Sud America, Nuova Zelanza, Fiji, Australia, poi Indonesia, Tailandia, Laos, Cambogia, Birmania, Malesia, Filippine. Abbiamo speso 12 mila euro a testa, voli inclusi, praticamente tutti i nostri risparmi».

Rachele e Gabor sono partiti zaino in spalla, da viaggiatori, più che da turisti: «Indispensabili sono stati sacco a pelo, giacca impermeabile, pigiama termico e il phon» sorride Rachele, «non per la messa in piega ma per asciugare scarpe e vestiti. Abbiamo trovato caldo e freddo, ma il nemico peggiore per chi viaggia “on the road” è la pioggia. È stato un viaggio dentro e fuori noi stessi, un immersione in mille culture differenti. Abbiamo voluto stare fra la gente, nei villaggi, a contatto con la vita quotidiana». I due ragazzi non si sono concessi nemmeno una notte in hotel nei diciassette mesi di viaggio: «Ci abbiamo pensato qualche volta, ma alla fine abbiamo sempre preferito risparmiare quei soldi» ammette Rachele, «e così abbiamo frequentato soprattutto ostelli molto economici. Il budget giornaliero era fisso, andava dai 30 ai 15 euro al giorno tutto incluso, a seconda del Paese: il viaggio doveva durare 15 mesi, in questo modo siamo riusciti a prolungarlo». La coppia di viaggiatori ha voluto lasciare un segno non solo del suo passaggio, ma anche del profondo anche se fugace legame con le persone incontrate: «A tutti i bimbi ho regalato dei braccialetti di filo colorato, come ricordo del nostro incontro». Il viaggio di Rachele e Gabor è descritto nel blog www.surfingtheplanet.com dove i due fidanzati offrono anche suggerimenti e consigli, oltre che una meravigliosa galleria di foto da tutti i Paesi visitati. «Ora torniamo al lavoro» annuncia Rachele, «dobbiamo mettere da parte i soldi per una nuova avventura».

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