Fondazione Cariparo 50 milioni di euro per aiuti e contributi

Presentato il bilancio sociale 2012: sono decine gli interventi Dal progetto sui terremoti a quello sulle malattie infantili

PADOVA. Dove vanno i soldi della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, ente che per statuto ha come obiettivo principale aiutare il territorio in cui è radicato? Gli elementi per una risposta si potevano ascoltare ieri alla presentazione del bilancio sociale 2012, (50 milioni complessivi) avvenuta nell’auditorium del centro San Gaetano. Due ore di resoconto a più voci, dalle cifre macro a quelle micro: il patrimonio, le azioni immobilizzate in Intesa San Paolo, i risultati della gestione, le erogazioni settore per settore. Fatalmente un’autocelebrazione, con la sala gremita per lo più di beneficiati della Fondazione, incluse le autorità cittadine e i rappresentanti delle istituzioni.

Al tavolo della presidenza l’intramontabile Antonio Finotti, perfino discreto nel ruolo di primo attore che ricopre con giovanile prestanza – non è una battuta anche se ha 84 anni suonati – all’alba di un reincarico che lo vedrà governare fino al 2018 un ente che presiede dal 2003, dopo esserne stato direttore generale dal 1997. Incarico quest’ultimo girato poi a Roberto Saro, un funzionario distaccato da Cariveneto, che gli siede a fianco. L’asse Finotti-Saro era stato fino allo scorso gennaio uno dei cavalli di battaglia degli avversari della governance della Fondazione, che accusavano la dirigenza di scarsa collegialità. Polemiche legate al rinnovo delle cariche evidentemente e come tali brillantemente sepolte. Assieme a loro il giornalista Francesco Jori nel ruolo di presentatore-intervistatore. Non dei due, ma dei beneficiati della Fondazione.

Qui la passerella dei protagonisti scelti a rappresentare l’impegno sociale della Fondazione racconta storie di un Veneto che non finisce spesso sui giornali. Citiamo per esempio il dipartimento universitario di Geoscienze del Bo che si è aggiudicato un contributo di 450.000 euro della Fondazione con un progetto per studiare i terremoti, talmente interessante da essere finanziato con altri 2 milioni dall’Unione europea.

C’è il centro di ricerca e servizi educativi che con 423.000 euro aiuta ragazzi con difficoltà di apprendimento. Detto così sembra ordinaria amministrazione: bisognerebbe sentire Daniela Lucangeli, Mario Dupuis e Lucia Micheletto della Fondazione Opera Edimar, che collabora al progetto, per rendersi conto del recupero sociale che questo lavoro comporta. Dupuis stima che il risparmio per lo Stato equivalga in 6 anni alla bella cifra di 8 milioni di euro. C’è un progetto per migliorare le cure delle malattie infantili, finanziato in tre riprese per un totale di oltre 5 milioni di euro. E c’è il fondo straordinario di solidarietà che dal 2009 al 2012 ha messo a disposizione di chi perde il lavoro 5.250.000 euro. Ma qui va precisato che la Fondazione Cariparo agisce in compagnia di altri enti, precisamente la Diocesi di Padova che ha stanziato 622.000 euro, la Camera di commercio 200.000, la Provincia con 285.000 e la Fondazione Antonveneta con 250.000. Tanti, pochi? Si può averne un’idea confrontandoli con la cifra assoluta delle erogazioni, che è di poco superiore ai 50 milioni di euro: in testa c’è la ricerca scientifica (10 milioni) assieme alle mostre e alle attività culturali (altri 10 milioni), seguiti da salute e ambiente (9,9 milioni) e dall’istruzione (6,7 milioni) e da altree cifree minori.

Sul drammatico fronte sociale Finotti dice di sentire «una grande responsabilità» e promette per questo mandato di «lavorare per creare opportunità di innovazione e di crescita». Ma intanto nel 2012 la Fondazione ha complessivamente stanziato per l’assistenza e la tutela delle categorie deboli neanche la metà dei 24,1 milioni stanziati nel 2011: solo 10.

Video del giorno

Covid, Mario Monti: "Trovare modalità meno democratiche per l'informazione"

Panino con hummus di lenticchie rosse, uovo e insalata

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi