Fontana sprecona, bolletta da capogiro

L’opera davanti alla San Paolo ha divorato acqua per 40.000 euro in due anni: nessuno si è accorto di una valvola rotta

MONSELICE. Quasi 40.000 euro di bollette dell’acqua. E tutto per colpa di una valvola rotta. È una cifra astronomica, il “conto” arrivato dalla fontana monumentale della San Paolo, progettata dall’architetto Mario Botta e costata di suo un milione di euro. A denunciare lo spreco di risorse è la consigliera comunale della “Nuova Monselice”, Gabriella Zanin. Già lo scorso anno la Zanin aveva lanciato l’allarme sui consumi anomali della fontana. Facendo il totale, ammonta a ben 30.150 euro il consumo di acqua solo nel 2011. In particolare, da febbraio a giugno 2011 la bolletta segna la cifra di 9.989 euro. La successiva fattura del Cvs, che si riferisce al periodo da luglio a novembre 2011, ammonta a 19.275 euro. Il successivo periodo, quantificato nella prima bolletta del 2012, ha visto un consumo di 885 euro (un calo legato probabilmente allo spegnimento invernale della fontana). Poi 658 euro da gennaio a marzo 2012, 2.114 euro da marzo a luglio 2012 e infine 6.332 euro da luglio 2012 a novembre 2012. Il totale, nei due anni, è di poco inferiore ai 40.000 euro solo per il consumo di acqua.

«A marzo dello scorso anno sono partite le verifiche» chiarisce il sindaco Francesco Lunghi. «Dopo aver controllato ogni componente, siamo arrivati a isolare il problema: si trattava di una valvola, che in alcuni momenti rimaneva aperta, così che la vasca della fontana si scaricava nelle fognature. Una volta sistemati i fine corsa elettrici di questa valvola non si sono più verificati consumi anomali». Sul caso la consigliera Zanin ha presentato anche un’interpellanza. «Vogliamo capire se vi sono stati degli errori in fase progettuale e chi ora ne debba rispondere» incalza. «È inconcepibile che il Comune non abbia la possibilità di rivalersi su qualcuno e che sia la collettività a dover pagare».

«Da una verifica degli uffici, è emerso che non ci sono stati errori di progettazione e neppure nella costruzione. Si sarebbe trattato di una banalissima vite che si era allentata» spiega Lunghi. «Comunque anch’io non sono soddisfatto di questo esito e chiederò nuovamente agli uffici di verificare se è possibile rivalerci su qualche responsabile». Tra i problemi ricordati dalla Zanin, anche il mancato rinnovo del contributo di 20.000 euro che il Cvs forniva per la sua manutenzione. La discussione per il rinnovo della convenzione con il Cvs è in corso ora: si parlerà del contributo e forse anche delle bollette. Ora come ora, il Comune di Monselice non avrebbe altra scelta che pagarle.

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