Dopava i cavalli, allenatore a giudizio

Nei guai Carlo Isella del team Ca.F.R. Trovate nel bagno delle scuderie siringa, fiale di testosterone serbo, compresse

ROVOLON. Cavalli dopati con testosterone serbo per vincere le gare di trotto. Fialette, siringhe, compresse e solventi sono stati trovati all’interno delle scuderie Frassanelle di Rovolon di proprietà dei conti Papafava. Nei guai è finito un nome noto dell’ambiente: Carlo Isella, 48 anni, residente ad Abano, allenatore del team Ca.F.R. Sas di cui risulta proprietaria la moglie Annafranca Cruccas. L’allenatore è stato rinviato a giudizio per il reato di maltrattamento di animali (articolo 544 Ter comma 2 del codice penale).

L’indagine, condotta dai carabinieri del Nas di Padova, è stata avviata verso la fine del 2009 dopo la segnalazione dell’Unione nazionale incremento razze equine (ora Agenzia per lo sviluppo del settore ippico) che ha trovato due cavalli positivi al doping in altrettante gare all’ippodromo di Treviso e a quello di Trieste. I militari del nucleo anti sofisticazioni hanno organizzato un primo sopralluogo alla sede della scuderia Ca.F.R. Sas che risultava essere proprio alle scuderie di Frassanelle. Nel corso del primo controllo, in un lavandino, sono state trovate 8 fiale di testosterone e una siringa.

Qualche mese più tardi i carabinieri, coordinati dal maggiore Pietro Mercurio, hanno ottenuto l’autorizzazione ad una perquisizione sempre all’interno degli spazi delle scuderie Frassanelle. In quell’occasione, in uno sgabuzzino, sono state rinvenute 56 fiale di testosterone serbo, 145 compresse di Eutirox per uso umano e 15 fiale di Bentelan sempre per uso umano oltre ad un flacone con un calmante omeopatico.

Isella, allenatore in passato vicino a promesse del calibro di Silvia Talpo, non ha saputo spiegare agli investigatori del Nas il motivo per cui conservava farmaci di quel tipo proprio nelle scuderie. Tutti i medicinali sono stati sequestrati e inviati in laboratorio per le analisi. Il sospetto dei militari è che il quarantottenne residente ad Abano utilizzasse i prodotti per allenare e rendere più competitivi i cavalli da impegnare poi nelle gare. Tuttavia il reato per cui l’allenatore è stato rinviato a giudizio è il “maltrattamento di animali”.

Il 7 febbraio prossimo davanti al giudice monocratico del tribunale di Padova sfileranno i primi testi: persone in qualche modo vicine alle scuderie Frassanelle che dovranno raccontare al giudice cosa accadeva nelle stalle utilizzate da Carlo Isella e dal suo team.

Tra l’altro non è il primo procedimento che vede l’allenatore nei guai per simili accuse. A marzo 2010 in tribunale a Treviso è finito davanti al giudice il caso riguardante il purosangue “Fezzano”, vincitore di una corsa all’ippodrono trevigiano Sant’Artemio: secondo l’accusa gli sarebbero stati somministrati anabolizzanti proibiti. La vicenda risale al 5 settembre del 2007, giorno in cui all’ippodromo di Treviso veniva disputato il premio Cagnan: “Fezzano”, della scuderia Nardo, aveva vinto la quarta corsa. La procura ha contestato a Carlo Isella il reato di frode in competizione sportiva.

@enricoferro1

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