«Dormire è un diritto»: il Ghetto insorge contro lo spritz

Guerra a chi fa rumore: «Urla e schiamazzi fino alle 3 di notte». I gestori dei locali: «Se chiudiamo noi, lasciamo il campo alla criminalità»

PADOVA. Il Ghetto insorge. Il sonno dei residenti è minato da urla e schiamazzi del popolo dello spritz, amante della trasgressione e delle ore tarde. La contesa è aperta. Se da un lato c’è chi vive e dorme lì e chiede di potersi coricare e addormentarsi anche prima dell’una di notte, dall’altra ci sono i titolari di bar e pub che fanno notare che se dal Ghetto si tolgono studenti e giovani che animano l’ex quartiere ebraico, al calar delle tenebre le strade diventano proprietà di malavita e spacciatori. Un male ben peggiore.

«Il sonno è salute ed è un diritto sancito dalla Costituzione (articolo 32), alcol e schiamazzi non lo sono. Lasciateci dormire» recitano gli striscioni affissi qua e là in via dell’Arco e in via Marsala da residenti inferociti. Anche se, a dire il vero almeno in queste due vie, di residenti ce ne sono ben pochi. Molti appartamenti sono in vendita, in affitto, ma vuoti.

«L’altra sera dopo la mezzanotte ci sono state grida, schiamazzi, addirittura canti e qualche botto, sparato in ritardo» racconta Paolo, titolare del panificio di via Marsala «Bevono, rompono bottiglie, l’indomani rischi di tagliare le ruote dell’auto. Con la chiusura dei locali a mezzanotte la situazione è un po’ migliorata, anche se gruppi di ragazzi si fermano oltre quell’orario fuori dei locali e stanno lì quanto gli pare. Se sei fortunato all’una e mezza se ne vanno, altrimenti possono arrivare anche le tre. Il periodo peggiore è quello dell’Erasmus, visto che con gli studenti stranieri è molto peggio che con quelli italiani. Probabilmente sanno di non essere a casa loro ed esagerano con gli schiamazzi».

«In questa via ci saranno si è no una ventina di residenti» sottolinea il titolare dell’enoteca “Corte Sconta” «Non voglio fare polemica ma cerchiamo in tutti i modi di dare meno fastidi possibile. Da quando c’è la Ztl è inutile aprire prima delle 18, non c’è nessuno, la strada è deserta. Un tempo io e il mio socio avevamo 5 dipendenti part time, ora siamo solo io e lui. Con la chiusura alle 24 hanno fallire tutti i pub, altri esercenti sono letteralmente scappati. Se togliamo anche gli studenti da queste strade cosa rimane?»

«La convivenza può esserci» aggiunge il titolare de “Le Tulipes cafè”, alcuni residenti nemmeno sapevano che lo striscione era stato affisso. Vicino al mio locale c’è una famiglia che risiede in Toscana e viene ogni tanto, diversi appartamenti sono vuoti o affittati a studenti. Chi protesta vede con insofferenza le persone che restano fuori del locale a parlare. Il mio è più grande degli altri e restano all’interno».

L’insofferenza da parte dei residenti nei confronti del cosiddetto popolo dello spritz è di lunga data. Già negli anni scorsi si sono registrate proteste e lettere al nostro giornale in cui gli abitanti denunciavano la mancanza di tranquillità nella zona, soprattutto per i locali pubblici sempre affollati da giovani. Il giusto equilibrio pare difficile da trovare, nonostante i severi controlli da parte dell’amministrazione comunale.

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