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Le riviste hi-tech: Volunia è stato il maggiore flop del 2012

L’americana Tom’s Hardware boccia il progetto della meteora padovana del web: «La perdita di Marchiori è stata una gran bella botta»

Fabiana Pesci
1 minuto di lettura

PADOVA.Per gli ottimisti, Volunia è stato definito un pregevole tentativo hi-tech, al pari delle Mappe di Apple e della discesa in Borsa del colosso Facebook. Per chi invece ha predicato che il motore di ricerca padovano targato Massimo Marchiori, (docente del Bo, già “padre” di uno degli algoritmi di Google) fosse destinato a dissolversi nell'universo web, si tratta di una triste conferma.

Tom's Hardware (versione italiana della rivista statunitense specializzata in tecnologia) ha appena piazzato Volunia in cima alla classifica dei più grandi tecno-flop del 2012. C'è da dire che è in buona compagnia, al suo fianco, tra gli altri, gli ultra-book (pc portatili sottilissimi) e la Playstation Vita. Volunia ha avuto una storia tormentata sin dall’esordio. Doveva rivoluzionare la ricerca web, trasformarla in attività social. Prima la fase beta, poi il sipario alzato sul mondo del web e infine la decisione choc, l'addio di Marchiori.

In una lettera ha raccontato la sua estromissione dal progetto, cui ha fatto seguito la scelta di dimettersi da Volunia. Tom's Hardware non è stato tenero nel giudizio, pubblicato su www.tomshw.it: «Il debutto avvenne con una conferenza stampa che ebbe persino qualche problema a partire. Da quel momento il “social search network” ha ricevuto più critiche che elogi, fino all'uscita di Marchiori. Da allora silenzio radio e un futuro che per questo progetto italiano (speravamo avesse successo) sembra buio. Di chi sia la colpa, non è dato saperlo, ma la perdita di Marchiori è una gran bella botta. Una pagina amara del 2012».

E Marchiori? Non si è lasciato abbattere. E ha stilato le dieci regole per chi si accinge ad avventurarsi nel mondo delle start up. Parole chiave, tra cui spiccano “fiducia”, «Se apri una startup stai inseguendo il tuo sogno e ogni pezzo di carta sembra solo una seccatura. Così magari non ti preoccupi troppo di quello che firmi, e tendi a fidarti. Invece devi cautelarti: da quelle carte dipenderà il futuro dell'impresa», e “soldi”, «Cercare l'idea che faccia soldi subito è un grave errore. Google, Facebook e Twitter non sarebbero mai nati. I progetti nascono da un cuore che pulsa, non chiedendosi quanto si guadagnerà l'anno prossimo. Una startup è come Peter Pan: per volare alto ha bisogno di un pensiero felice».

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