Natale a tavola, crolla la vendita di panettoni e pandori

La crisi si fa sentire soprattutto nella grande distribuzione dove nonostante i prezzi bassi c’è una flessione del 20 per cento

PADOVA. Nonostante la svendita in corso in tutti i supermercati, anche i tradizionali panettoni e pandoro non vengono più acquistati in massa come una volta. Anzi nella grande distribuzione, per venderne di più, si è creata, già da diverse settimane, una concorrenza spietata, che, però, non sta portando ai risultati sperati. I prezzi sono molto bassi dappertutto. Basta citare alcuni esempi. Pam di Piazzetta Garzeria: un pandoro classico Paluani, di 750 grammi, a soli 1.99 euro. In pratica il prelibato dolce natalizio costa meno di mezzo chilo di pane in un qualsiasi panificio. Famila, di Busa di Vigonza: pandoro Paluani, un chilo, 3.90. Panettone Motta o Melegatti, 3.90. Panettone Balocco:3.50. Interspar: il famoso panettone Maina a soli 3,.49 e panettone Cà Dolce a 3.90. Simply Iper, gruppo Sma Auchan, a Piazza Grande: pandoro Bauli 3.49. Il panettone Balocco a 2.99.

In quasi tutti i supermercati il calo delle vendite oscilla tra i 10 d i 20%. «È proprio cosi», sottolinea Francesco Canella, presidente del Gruppo Alì (cento punti vendita), «la crisi generale dei consumi si sta verificando anche e specialmente in questo tipo settore prenatalizio. Nei nostri supermercati, nonostante i prezzi in superofferta, il calo, al momento, è del 15%». Anche il dirigente del Gruppo Despar Nordest, Paul Klotz, conferma la contrazione nelle vendite dei panettoni. «E pensare che tutti noi della grande distribuzione ne avevamo prenotato dalle case di produzione (ubicate quasi tutte in provincia di Verona, n.d.r.) una valanga. Adesso, in molti casi, siamo costretti a venderli sotto costo». Più fiducioso il commento del direttore del Pam di fronte al Pedrocchi. «Anche nel mio punto vendita del centro di Padova, frequentato, in genere, anche da tanta gente che non ha grossi problemi economici, panettoni e pandoro non vengono più acquistati come negli anni passati», osserva Massimo Spresian, «sono ugualmente fiducioso, però, perché, di solito, i dolci natalizi vanno a ruba negli ultimi giorni prima di Natale». Intanto, Federica Luni, dirigente Appe e presidente della sezione pasticcieri dei pubblici esercizi (60 associati), prende una durissima posizione contro i prezzi low cost praticati nei supermercati. «Le offerte sottocosto nei punti vendita della grande distribuzione sono utilizzate come prezzi civetta per attirare nuovi e vecchi clienti».

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