Il pediatra in casa di riposo Insieme anziani e bambini

L’Opera Immacolata Concezione apre i suoi reparti a un servizio medico infantile Riabilitazione e recupero della forma fisica: tutta l’accoglienza dopo l’ospedale

Che ci fanno i pediatri in un istituto di riposo per anziani? Saranno a disposizione 24 ore su 24, per bambini ospitati al fianco di ultra-ottuagenari. Angelo Ferro, presidente dell'Opera Immacolata Concezione, sgombra subito il campo dai fraintendimenti: «Ci sarà tempo per riposarsi. I longevi qui sono una risorsa da cui non si può prescindere».

L'Oic diventa Cittadella della Vita: a fronte dei colpi d'accetta previsti sul numero di posti letto per acuti negli ospedali pubblici, la struttura della Mandria propone una rivoluzione copernicana. Perché l'esperimento della struttura intermedia deve essere riservato agli anziani? Ferro si è posto questo quesito e, forte di un'esperienza decennale, ha intenzione di aprire le porte delle sue residenze a pazienti di tutte le età.

Ed ecco che un bimbo dimesso dalla Pediatria potrà tornare al top della forma fisica dopo un breve periodo trascorso in una struttura intermedia. Non un ospedale, non una casa, ma una via di mezzo dove poter trovare da una parte un'assistenza qualificata, dall'altra un'atmosfera più familiare, adatta al suo recupero.

«La collaborazione tra pubblico e no-profit», ha sottolineato Angelo Ferro, «è garanzia di una sanità più sostenibile e responsabile dal punto di vista economico per le istituzioni, dal punto di vista sociale per la popolazione. Il futuro vedrà ospedali sempre più specializzati, sempre più per acuti. Forti dell'esperienza con gli anziani, vogliamo creare un luogo dove tutti i pazienti dimessi possano trovare l'assistenza giusta per tornare in forma al cento per cento».

Ieri nell'auditorium Pontello, alla presenza del Gotha della sanità padovana, è stato celebrato il decimo compleanno dell'idea che nel 2002 ha cambiato il volto della rete ospedaliera cittadina: ospedale geriatrico chiuso, via alla rivoluzione delle cure domiciliari e di quelle strutture che accolgono i pazienti appena dimessi, ancora troppo fragili per tornare tra le mura domestiche.

L'Usl 16 proprio all'Oic ha trovato lo spazio per questo reparto dove il paziente diventa ospite, dove l'aspetto “sociale” della cura si intreccia a quello sanitario. «L’esperimento della struttura intermedia si è rivelato vincente», ha spiegato il manager di azienda ospedaliera ed Usl 16 Adriano Cestrone, «il nuovo piano socio-sanitario e le schede di dotazione ospedaliera disegnano una sanità in cui gli ospedali avranno meno posti letto e riservati sempre più agli acuti. Assistenza domiciliare e strutture intermedie saranno la chiave di volta per far fronte a questa profonda riorganizzazione».

Tartellette di frolla ai ceci con kiwi, avocado e yogurt

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi