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Annullata la maratona di New York, delusione per decine di veneti

Il primo cittadino della «grande mela» ha deciso di annullare la gara dopo i danni del ciclone Sandy. Molti runners però erano già arrivati negli Usa

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NEWYORK. Dopo una lunga giornata di polemiche, il sindaco Michael Bloomberg ha scelto di annullare la maratona di New York che si sarebbe dovuta disputare domenica e per cui erano attesi 40mila runner da tutto il mondo. «Non vorremmo che una nube si estenda sulla corsa o i suoi partecipanti, e per questo abbiamo deciso di cancellarla», si legge in una nota del sindaco, diffusa in serata. «Non possiamo permettere che una controversia su un evento sportivo, anche significativo come questo, tolga attenzione da tutto il lavoro di fondamentale importanza svolto per la ripresa dalla tempesta Sandy e per far ritornare la nostra città in carreggiata», continua il sindaco. Bloomberg ha poi definito la maratona come una «parte integrante della vita di New York da quarant’anni» e «un evento a cui decine di migliaia di newyorkesi partecipano e che altri milioni guardano».

Niente da fare dunque per diverse decine di veneti, che erano già partiti per correre la maratona e che saranno costretti a tornare a casa lasciando le scarpette nello zaino. Per l’occasione, migliaia di runner erano già giunti in città, affollando gli alberghi. Tra loro anche un gruppo di parlamentari italiani, tra cui Maurizio Lupi e Sandro Gozzi.

Il primo cittadino della «grande mela» ha voluto sottolineare che disputare la corsa non avrebbe significato togliere risorse agli sforzi per la ripresa, ma poi ha detto di aver capito il livello delle frizioni. «È chiaro - ha aggiunto - che è essa è diventata la fonte di controversie e divisioni. La maratona ha sempre unito la nostra città e ci ha ispirato con storie di coraggio e determinazione».

«È tremendo e molto difficile. È una delle decisioni più difficili che abbiamo mai preso, ma pensiamo che sia quella giusta per New York», ha commentato invece Mary Wittenberg, presidente del New York Road Runners. Questa settimana, ha spiegato la Wittenberg, «abbiamo lavorato a stretto contatto con l’ufficio del sindaco e martedì avevamo sentito con forza, insieme, che la cosa migliore per New York era andare avanti. Ma con il passare dei giorni siamo giunti alla conclusione che non era più così».

La scelta di disputare la corsa nonostante la distruzione portata da Sandy, annunciata in questi giorni da Bloomberg, non era piaciuta a molti cittadini. I critici sostenevano infatti che dopo la tempesta, che ha provocato 40 vittime nella sola New York e ha lasciato migliaia di persone senza luce, le risorse avrebbero dovuto essere usate in modo diverso.

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