«Il Granaio delle idee» sforna un fragrante boom

L’azienda di Maserà è passata da 1,6 a 3,5 milioni di fatturato in tre anni Preparati per pane, pasta, pizza e dolci: export in crescita del 30%

L’agroalimentare è il settore che meglio ha saputo far fronte alla crisi puntando sull’innovazione e la qualità dei prodotti: un’ulteriore conferma arriva dalla performance di un’azienda padovana specializzata nella produzione di miscele speciali per la panificazione ma anche preparati di pasta, pizza, dolci.

In 14 anni «Il Granaio delle idee» di Maserà, una dozzina di dipendenti, ha visto crescere progressivamente il fatturato sfornando tonnellate di preparati che permettono ai fornai di ottenere il pane speciale richiesto dai consumatori. L’exploit nell’ultimo triennio è eloquente nell’incremento costante del fatturato: 1,6 milioni di euro nel 2010; 2,5 nell’anno successivo fino ai 3,5 milioni del 2012, con la prospettiva di raggiungere i 5 milioni entro la fine del prossimo anno.

Molto bene anche le esportazioni, con una crescita di oltre il 30% negli ultimi anni. Numeri che permettono all’azienda (fondata dall’allora 25enne Federico Allamprese Manes Rossi) di scommettere proprio sui mercati esteri aprendo “filiali” commerciali in Europa. La prima sarà in Germania, dove proprio in questi giorni «Il Granaio delle idee» sta partecipando alla Fiera internazione di riferimento per l’industria della panificazione, la International Baking Academy a Monaco di Baviera. Gli addetti ai lavori, grossisti e buyers di tutto il mondo hanno dimostrato interesse per le miscele naturali prodotte a Maserà.

«Anziché mettere in commercio prodotti semilavorati» spiega Allamprese, «abbiamo scelto di separare la farina, che rappresenta il 90% del composto, dalle miscele che caratterizzano il pane speciale. Noi ci siamo concentrati su questo “nucleo” e l’idea è piaciuta. Con il marchio “Ruggeri” portiamo nel circuito della grande distribuzione i preparati per dolci e pasta, anche senza glutine».

Ma non basta. «Ora cerchiamo di incrementare la presenza all’estero attraverso due strategie di base. In un primo momento, l’obiettivo è quello di stabilire una relazione con il grossista-distributore estero. Dopo aver concordato insieme un target di fatturato in termini di acquisto e raggiunto l’obiettivo, proporremo di co-investire insieme al distributore, dando a quest’ultimo la possibilità di creare un sito produttivo in loco. Quindi è prevista l’apertura di un punto vendita che possa fungere da show room, un utile supporto al grossista-distributore per eventuali dimostrazioni ma anche in un canale di vendita per i nostri prodotti. Il progetto non è limitato alla Germania: prevede di aprire dei punti vendita nelle principali capitali europee e nel resto del mondo nei prossimi cinque anni. Il riscontro è stato molto positivo e ora stiamo attendendo delle risposte dai nostri interlocutori internazionali».

Nicola Stievano

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