Padova, caldaia a tutto vapore anche con 25 gradi

L’istituto Scalcerle: «Valvole difettose e termostati ko». Lotta agli sprechi: un’altra grana per la giunta provinciale

PADOVA. «Segnalate gli sprechi nel sito del governo», invoca Mario Monti. Un’iniziativa che ha raccolto 40 mila risposte il primo giorno.

E quella che arriva da Padova è quanto mai singolare: termosifoni accesi allo Scalcerle, anche se fuori ci sono 25 gradi. Il motivo? Colpa della burocrazia della Provincia, un ente “inutile” che il governo vuole tagliare. Il motivo? Valvole usurate che non si possono più regolare, caldaia accesa giorno e notte e programmazione del riscaldamento che non tiene conto dell’esterno.

Un fatto curioso (visto che di solito è il freddo in classe a tenere banco) emerso giovedì tramite una lettera spedita al mattinodi Padova dal dirigente scolastico Giulio Pavanini.

Per fortuna, degli oltre mille ragazzi dello Scalcerle e dei loro docenti, da oggi la situazione in classe non è più “bollente”. Dopo la segnalazione partita dalla scuola sono intervenuti i tecnici della ditta incaricata dalla Provincia della manutenzione dell'impianto.

«Mi hanno spiegato innanzitutto che hanno avuto ordine di tenere accesi i caloriferi per altri 15 giorni, fino alla fine di aprile, date le basse temperature registrate all'inizio del mese scorso», spiega Pavanini, «ma nel controllare l'impianto hanno rilevato che le valvole della caldaia si possono chiudere parzialmente, a causa dell'usura. Per ciò ho ottenuto di spegnerla completamente almeno durante il giorno».

La caldaia che alimenta i termosifoni dello Scalcerle serve anche per riscaldare l'acqua delle docce della palestra che nelle ore serali ospita le attività di alcune società sportive locali. Il problema è a monte, secondo il dirigente scolastico. «Il bisogno di adeguare e migliorare il funzionamento della caldaia alla luce del malfunzionamento è fuori discussione», osserva, «ma il difetto non è solo dell'impianto ma soprattutto di programmazione. Non sono previsti termostati per regolare la temperatura in base alle condizioni esterne: si possono solo preimpostare gli orari di accensione. E per questo che con 29 gradi all'esterno c'erano comunque i caloriferi al massimo. Eppure anni fa erano stati installati dei sensori. Come mai ora non sono più in funzione?».

Sull'accaduto sarà chiesto conto anche in consiglio provinciale, attraverso un'interrogazione del Pd. Per ora, il preside Pavanini si limita ad evidenziare lo spreco di risorse. «Sappiamo quanto costa il riscaldamento nelle nostre case, figuriamo in una scuola pubblica di grandi dimensioni. Di sicuro è uno spreco diseducativo, soprattutto in questo periodo in cui le risorse pubbliche scarseggiano e perciò andrebbero usate saggiamente».

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